venerdì 22 maggio 2015
DISOCCUPATA E SENZA CASA, VIVE IN AUTO COI SUOI CANI PER NON ABBANDONARLI
Un'insegnante di inglese di 57 anni vive da quattro mesi dentro la sua auto per non rinunciare ai suoi cani. La protagonista di questa vicenda si chiama Hillary Barrows, che dopo 8 anni in giro per l'Europa ad insegnare inglese ha deciso di tornare in Gran Bretagna, per la precisione nel Kent. La donna trascorre le prime tre settimane in affitto, ma non trovando nessun lavoro, finisce tutti i soldi e non può più pagare la retta.
Ad Hillary viene offerto un alloggio di emergenza dove però non sono ammessi i cani. La 57enne non se la sente di abbandonare Robbie e Cloe, due cagnoloni salvati in Spagna qualche anno prima e decide di vivere nella sua Alfa, all'interno del parcheggio Asda di Canterbury. I parenti della donna sono tutti lontanissimi; la mamma 89enne si trova a Vancouver, in Canada, mentre il resto della sua famiglia è emigrato in Nuova Zelanda.
"Io voglio un posto in cui posso stare con i miei cani", dice la stessa Hillary al Daily Mail, raccontando come alcuni 'angeli' la aiutino ad andare avanti: "Il personale Asda mi dà l'acqua calda e qualcosa da mangiare, mentre ogni settimana vengono dei volontari a controllare la salute dei Robbie e Cloe". Ma la vita non è facile: "A volte non mangio per due giorni per nutrire i miei cani, posso permettermi una doccia a settimana nel bagno pubblico a gettoni. Nessuno ti dà lavoro se sa che abiti in macchina, ma non posso affittare un appartamento perché non posso pagare la caparra e non ho un garante". Una situazione difficile, con le autorità che si muovono a rilento: "Ho chiesto il sussidio per l'abitazione e mi è stato detto di aspettare altri tre mesi - conclude Hillary - il mio unico desiderio è avere un lavoro e una casa sicura per me e i miei cani. La notte non riesco più a dormire".
Fonte:Leggo
giovedì 21 maggio 2015
E MI HANNO LASCIATO QUI...
DOBBIAMO INSISTERE CON OTZI FINCHE' NON TROVERA' UNA MERAVIGLIOSA FAMIGLIA!
Io sono Otzi, così mi chiamava la mia famiglia, mi hanno preso che ero un cucciolo, mi hanno coccolato, amato, viziato, giocavo al parco, dormivo nella cuccia, la mia vita era perfetta, così sono passati gli anni...
Un giorno siamo andati a fare una passeggiata, siamo arrivati in un posto dove c'erano tanti cani, io scodinzolavo felice, poi hanno dato il mio guinzaglio a dei signori e si sono allontanati senza voltarsi...
Io continuavo a scodinzolare, tanto sarebbero tornati subito, intanto queste persone mi riempivano di carezze e mi hanno accompagnato in un posto chiuso con una rete, forse era lì che li dovevo aspettare...
Ho aspettato ma loro non tornavano, allora ho iniziato a saltare, a saltare sempre più in alto, così appena tornavano mi vedevano subito e saremmo tornati a casa insieme...
Ho saltato per tanto tempo, ho abbaiato chiamandoli, ogni persona che vedevo pensavo fossero loro, ma non li ho più visti, è passato un po' di tempo e ora ho smesso di aspettare, ho smesso di saltare..."
Otzi è un cagnolino strepitoso, meticcio di taglia media, derivato terrier, ha circa 7 anni tutti passati in famiglia fino a qualche mese fa, è stato portato in canile dai suoi padroni, dopo il primo periodo di smarrimento Otzi ora è più sereno e ha tirato fuori il suo splendido carattere, è sempre allegro e vivace, i suoi anni non li sente proprio, anzi si dimostra un cucciolone che ama correre e giocare, adora le coccole ed è affettuosissimo, compatibile con le femmine, bravo al guinzaglio ma molto vivace, deve trovare subito una famiglia che sia per sempre.
Adottabile in tutto il centro nord con controlli pre e post affido e firma modulo d'adozione, verrà dato vaccinato, sterilizzato e microchippato.
Canile di Lanuvio (RM)
Olbia, salvato un cane abbandonato in un cortile
Un labrador lasciato da solo da 20 giorni è stato assistito dai vicini e dalle guardie zoofile. Poi l'intervento della polizia locale
Un cane Labrador è stato liberato il 21 maggio dalla polizia locale e dalle guardie ecozoofile dopo una ventina di giorni di "prigionia" in un cortile nel quale era stato lasciato dai proprietari. Il fatto è accaduto in un'abitazione di Olbiamare, tra via Ungaretti e via Vittorini. Se l'animale è vivo lo deve all'interessamento dei vicini che lo hanno nutrito per tutto questo tempo e, da una decina di giorni, dall'opera delle guardie zoofile dell'Ages.
Il 21 maggio però la polizia locale, dopo aver chiesto il permesso del magistrato, ha deciso di intervenire nella proprietà privata liberando
il povero animale, divorato dalle zecche e costretto a vivere in mezzo ai suoi escrementi. Il cane è stato affidato temporaneamente a uno dei vicini; il proprietario (che gli uomini del comandante Gianni Serra stanno cercando di rintracciare) sarà denunciato per maltrattamento di animali.
Fonte: La Nuova Sardegna
Cani: comportamenti e significati
I significati dei comportamenti dei cani. La comunicazione inizia con la comprensione. Se vogliamo costruire un rapporto migliore con il nostrocane, dobbiamo iniziare a lavorare per capire il significato e le cause che si celano dietro alcuni dei suoi comportamenti più comuni. Attraverso questa guida cercheremo di capire insieme cosa esattamente significhi un abbaio o un qualsiasi altro gesto del nostro amato cagnolino.
Poiché i cani sudano attraverso le loro zampe, la maggior parte del loro calore corporeo viene espulso attraverso la loro bocca quando essi ansimano. E 'il loro principale mezzo di regolazione della temperatura corporea.
Se un cane abbaia poi, occorre tener presente che in natura, i cani abbaiano per sollevare un allarme ai primi segni di un possibile pericolo o per annunciare un nuovo arrivo. L'abbaio è il più importante mezzo di comunicazione canina.
Proprio come un bambino che cresce, il nostro cane ha voglia di masticare i suoi giocattoli o altri oggetti per alleviare il dolore della nascita di nuovi dentini. Se il nostro cane è già cresciuto, può anche capitare che tornando a casa troveremo i nostri cuscini del divano o il nostro paio di scarpe preferito ridotto a brandelli. Questo non avviene perché adorano il gusto di queste cose. Il cagnolino potrebbe in questo modo mostrare segni di ansia da separazione o di ansia in generale.
Scavare è un'attività istintuale, scritta nel profondo del DNA di un cane; è particolarmente forte in alcuni tipi di razze (come i terrier) rispetto ad altre. Cani in branchi naturali scaveranno per nascondere il cibo o per scoprire il cibo come piccoli roditori. Una tana scavata nella terra fredda può anche fornire riparo dal calore.
Anche se può sembrare un comportamento giocoso, o un saluto entusiasta, saltare in aria è un segno che il nostro cane sta tentando di affermare il suo dominio su di noi. Se lo incoraggiamo a saltare con affetto, in realtà stiamo rafforzando questo comportamento. Mordere poi, solitamente viene fatto dal cagnolino per comunicare il suo attuale stato d'animo (aggressività, paura o nervosismo, ad esempio). Occorre tener presente poi un altro punto fondamentale e cioè la cosiddetta ansia da separazione. I cani vivono e viaggiano in branco, quindi è naturale per loro sentirsi ansiosi quando sono separati dalle loro compagnie. Proviamo a portare il nostro cagnolino a fare una bella,lunga passeggiata prima di lasciarlo solo in casa. In questo modo si riposerà e il riposo calmerà la sua ansia.
Una volta capiti questi comportamenti, saremo sicuramente meglio attrezzati per riconoscere quando le esigenze del nostro piccolino non sono rispettate! Quando infatto accade una cosa del genere il cane sarà insoddisfatto, e tanti comportamenti indesiderati inizieranno ad emergere. Esercizio, Disciplina, e poi Affetto, sono le parole chiave di cui tener conto quando abbiamo a che fare con i nostri cari Amici cagnolini.
Cane: come prevenire i colpi di calore
Magari a qualcuno può sembrare strano, ma l'ipertermia ovvero l' aumento eccessivo della temperatura corporea, comunemente nota come "colpo di calore" può colpire anche i nostri amici a quattro zampe, soprattutto quelli che vivono all'aria aperta, quindi nei giardini o comunque in luoghi non al riparo dal sole e dall'afa che durante la stagione estiva tende a raggiungere livelli altissimi.
Purtroppo a differenza degli umani, il cane non ha la possibilità di farci capire che sta soffrendo o che sta male per il troppo caldo, quindi resta a noi il difficile compito di interpretare il suo malessere.
Con questa guida, su come prevenire i colpi di calore, cercherò appunto di fornirvi alcuni suggerimenti per mettere in atto una strategia preventiva e riparativa.
I cani maggiormente a rischio sono quelli ancora cuccioli, quelli più anziani, quelli in sovrappeso, quelli che non sono abituati all'esercizio fisico e quelli che soffrono già di alcune patologie croniche, come ad esempio i disturbi respiratori. Ciò non significa che tutti gli altri possono tranquillamente restare sotto il sole o in ambienti particolarmente afosi, ma soltanto che con questi appena citati bisogna prestare particolare attenzione in quanto il rischio che il colpo di calore diventi mortale è alto.
Bisogna tener conto che la temperatura di un cane è di 40-43 gradi, quindi anche se fuori ce ne sono 30° con un tasso molto alto di umidità, il corpo avverte una temperatura di 40°; pertanto il cane si indebolisce e può avere un collasso, fino ad arrivare al coma.
Nei casi più gravi, il cane può anche morire!
SINTOMI
È bene sapere che a differenza degli uomini, i cani anche se esposti al sole non sudano la pelle, ma ansimano e sudano solo il naso e lezampe. Ciò significa che non potendo espellere il calore accumulato, la temperatura del corpo tende a salire, fino a provocare dei danni al sistema cellulare e agli organi. Se non si interviente in tempo, tali danni possono essere irreversibili.
Come fare per capire quando il nostro cane sta davvero male? Ecco quindi un elenco di sintomi che ci devono far preoccupare:
1. Il cane affanna faticosamente;
2. Si pone in posizione supina e non risponde ai nostri comandi;
3. Le mucose della bocca sono secche;
4. Le gengive e gli occhi sono particolarmente arrossati;
5. La salivazione è molto densa;
6. Infine il cane sviene o sembra disorientato.
Con questi segni evidenti, bisogna intevenire immediatamente.
È bene sapere che a differenza degli uomini, i cani anche se esposti al sole non sudano la pelle, ma ansimano e sudano solo il naso e lezampe. Ciò significa che non potendo espellere il calore accumulato, la temperatura del corpo tende a salire, fino a provocare dei danni al sistema cellulare e agli organi. Se non si interviente in tempo, tali danni possono essere irreversibili.
Come fare per capire quando il nostro cane sta davvero male? Ecco quindi un elenco di sintomi che ci devono far preoccupare:
1. Il cane affanna faticosamente;
2. Si pone in posizione supina e non risponde ai nostri comandi;
3. Le mucose della bocca sono secche;
4. Le gengive e gli occhi sono particolarmente arrossati;
5. La salivazione è molto densa;
6. Infine il cane sviene o sembra disorientato.
Con questi segni evidenti, bisogna intevenire immediatamente.
COSA FARE?
Per prima cosa bisogna allontanare il cane dal luogo di calore e spostarlo al riparo dal caldo in un posto fresco ma non freddo; misurargli la temperatura rettale e verificare che essa non superi i 40°. Se così fosse, allora è opportuno rinfrescare il corpo del cane con impacchi di acqua e aceto, in quanto questi 2 liquidi hanno la caratteristica di attirare il calore in eccesso, oppure in mancanza, solo acqua fresca, soprattutto le zampe. Rimisurare ancora la temperatura per vedere se essa scende al di sotto dei 39°. A questo punto potete smettere di raffreddare il suo corpo. Fate bere al vostro animale un po' d'acqua ma senza forzarlo ad aprire la bocca, se non vuole.
Infine, portate il vostro cane da un veterinario per assicurarvi che non vi siano stati ulteriori danni.
Per prima cosa bisogna allontanare il cane dal luogo di calore e spostarlo al riparo dal caldo in un posto fresco ma non freddo; misurargli la temperatura rettale e verificare che essa non superi i 40°. Se così fosse, allora è opportuno rinfrescare il corpo del cane con impacchi di acqua e aceto, in quanto questi 2 liquidi hanno la caratteristica di attirare il calore in eccesso, oppure in mancanza, solo acqua fresca, soprattutto le zampe. Rimisurare ancora la temperatura per vedere se essa scende al di sotto dei 39°. A questo punto potete smettere di raffreddare il suo corpo. Fate bere al vostro animale un po' d'acqua ma senza forzarlo ad aprire la bocca, se non vuole.
Infine, portate il vostro cane da un veterinario per assicurarvi che non vi siano stati ulteriori danni.
Tuttavia con un po' di buon senso e attenzione è possibile evitare che ciò accada.
È necessario non lasciare mai il cane in auto con i finestrini chiusi, per troppo tempo; non lasciarlo in giardino sotto il sole senza alcuna possibilità di riparo; evitate di farlo stancare troppo quando fa eccessivamente caldo; fornitegli sempre una o più ciotole d'acqua fresca nelle vicinanza della sua cuccia. In ogni caso evitate assolutamente il ghiaccio o di esporlo ad aria condizionata o correnti fredde, perché potreste causargli uno shock ancora più grave.
mercoledì 20 maggio 2015
Cani fiuta-sangue al servizio degli inquirenti, vita dura per i killer
Mettete insieme il fiuto raffinato di Hercùle Poirot e l'intuito istrionico di un Philippe Marlowe in stato di grazia e ancora non avreste ottenuto il detective perfetto. Con buona pace di nostalgici e appassionati del genere letterario, oggi sulla scene del crimine i protagonisti non fumano sigari e non hanno passati burrascosi da annegare nel whiskey. Da qualche anno a questa parte, infatti, anche in Italia, le soluzioni dei casi di cronaca che riempiono le pagine della cronaca, passano dal fiuto sì, ma quello canino. Bo, Emma, Holly e Kessi sono i nomi dei quattro cani che l'Hbddo (Human Blood Detection Dog), azienda di Rosignano, in provincia di Livorno, mette a disposizione degli investigatori per rintracciare tracce di sangue sulla scena del crimine.
Quelli di Melania Rea, Denise Pipitone, Yara Gambirasio e Roberta Ragusa sono solo alcuni dei casi nei quali i cani addestrati dalla Hbdd hanno contribuito in maniera fondamentale a orientare le indagini. "Siamo nati nel 2007 -spiega all'Adnkronos Vincenzo Scavongelli che, assieme a Giacomo Micheli addestra e conduce i cani della Hbdd- e dall'anno successivo abbiamo iniziato la nostra collaborazione con il Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) dei Carabinieri". Una volta superate le prime "necessità addestrative", la collaborazione è decollata, "al punto che oggi abbiamo un numero di interventi all'anno che oscilla tra i sei e i dodici, richiesti in tutta Italia e che possono durare anche diversi giorni".
Una novità assoluta, ai tempi, per Italia che rispetto ad altri Paesi "non ha ancora sviluppato del tutto una 'cultura' sull'utilizzo del cane nel settore del Bpa (Blood Pattern analysis): "Basti pensare che in America il loro impiego risale addirittura ai primi anni '70". Il nostro primo intervento, ricorda Scavongelli, "riguardava un presunto omicidio in un capannone. In quella circostanza, nonostante fossero passati sette anni dai fatti, il cane dimostrò interesse particolare per un punto preciso": segnali che non sempre arrivano da manifestazioni dirette, ma che è in grado di leggere "solo l'occhio attento del conduttore".
Una sensibilità olfattiva sorprendente, quella dei cani, che "è in grado di individuare anche tracce di sangue combusto o presente su indumenti lavati a 90 gradi con la candeggina", continua Scavongelli. In condizioni di laboratorio, i cani della Hbdd, "hanno dimostrato di poter trovare anche tracce minime, fino a 320 microlitri, racchiusi in un contenitore e presentati insieme ad altri elementi di disturbo", mentre la validazione scientifica dei risultati ottenuti dal cane, "in uno specifico frangente, oscillano tra il 66 e il 93,75%".
Questa forbice, spiega l'addestratore della Hbdd, dipende dal contesto: "non si può certo parlare di infallibilità dei cani, visto che sono esseri viventi e, quindi, sottoposti a margini d'errore". Il cane, tra l'altro, "in condizioni psicofisiche ottimali, è anche in grado distinguere tra sangue animale e umano", ma i risultati dipendono sempre da fattori ambientali come la temperatura (mai sotto lo 0 e mai sopra i 32 gradi centigradi) e il tasso di umidità "che influisce sulla diffusione degli odori nell'aria".
L'attività principale svolta dai cani del Hbdd, è quella della cosidetta "bonifica dell'area", la ricerca cioè di tracce disperse, ad esempio, in uno scenario ampio, nel quale l'animale riesce a individuare residui anche minimi di sangue in tempi molto ridotti. Come nel caso dell'agricoltore Fabio Lorenzon, ucciso nel 2009 a Fiumicino: "in quel frangente -spiega Scavongelli- uno dei nostri cani riuscì a individuare l'arma del delitto situata all'interno di un cespuglio".
Per preparare un cane, in ogni caso "occorrono tra i 16 e 18 mesi", nei quali, attraverso il gioco e il meccanismo del 'rinforzo positivo', "si insegna loro a superare ostacoli naturali e artificiali di qualsiasi tipo".
A disposizione degli inquirenti, oggi la società di Rosignano mette il fiuto di quattro cani di razze diverse: "Bo è un bracco tedesco, Holly uno springer spaniel, Emma un meticcio tra segugio di Hannover e spinone italiano e Kessi un meticcio di pastore tedesco", spiega l'addestratore, ma "tutti i cani potenzialmente hanno le abilità necessarie", fermo restando che i cani tradizionalmente usati per la caccia "partono ovviamente da una posizione di vantaggio". Lo scenario, conclude Scavongelli, è in continua evoluzione, al punto che "oggi ci troviamo a lavorare in 'squadra' con velivoli, cavalli e in alcuni casi perfino con i droni".
Fonte: adnkronos
Carne di cane: il commercio dell’orrore deve finire
Ogni anno decine di migliaia di cani vengono ammassati in gabbie troppo piccole per contenerli e trasportati in condizioni terribili dalla Thailandia al Vietnam nel nome del commercio della loro carne. Creature disidratate, affamate, stressate, costrette a viaggiare in condizioni di aberrante sovrappopolamento per andare a morire in un macello: per loro è la petizione aperta su firmiamo.it, una raccolta firme importante che si appella ai leader politici, agli enti, alle associazioni e ai singoli cittadini.
Cani adulti, piccoli cuccioli: nessuno è escluso dalla mercificazione della vita in nome del profitto, soprattutto i cani da compagnia che, essendo più mansueti, sono più facili di catturare. La morte nel macello è solo l’ultimo tassello di un viaggio terribile: ammassati nei camion per giorni e giorni, molti animali muoiono prima di giungere a destinazione per soffocamento, per compressione o per i morsi che, sotto forte stress, arrivano a darsi l’uno l’altro. Quelli che sopravvivono invece, aspettano rinchiusi in ambienti piccolissimi quella che sarà la loro morte nelle camere di tortura. Qui, con un meccanismo simile a quello della catena di montaggio, vengono sistematicamente picchiati, scuoiati o bolliti vivi, a volte decapitati. Queste torture non sono inflitte a caso, ma sono dettate da una barbara credenza popolare secondo la quale lo stress e la paura rilasciano nel corpo dell’adrenalina che va ad ammorbidire la carne rendendola più tenera al palato. Insomma: un animale che muore sotto atroci torture è più buono da mangiare.
La carne di cane viene quindi messa in vendita tra il Vietnam e la Cina, Paesi dove averla nei menù è da sempre un fatto culturale; la loro pelle invece, può essere utilizzata per inserti in pelliccia da poco prezzo che molti occidentali indossano senza alcuna consapevolezza sulla provenienza. La petizione aperta su Firmiamo.it chiede che non si faccia finta che questa tragica situazione non esista e chiama a raccolta leader politici, enti, associazioni e singoli cittadini affinché tutti facciano la loro parte per cambiare questa grave situazione, rompendo il silenzio che l’avvolge. Per dare il proprio contributo alla causa,basta cliccare su “firma”.
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