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domenica 26 luglio 2015

A Piasco sequestro di un cane tenuto in condizioni pessime: era sofferente e denutrito



Ora l'animale sarà ricoverato in una struttura. Sempre di più le segnalazioni che giungono al volontari dell'Anpana. A settembre partirà un corso per diverntare guardia ecozoofila

L'estate incombe e i maltrattamenti aumentano, molti cani vengono tenuti in condizioni impossibili, legati corti sotto il sole e senza acqua. "Queste sono spesso le segnalazioni che ci vengono fatte - afferma il Comandante Provinciale delle Guardie ANPANA Rossano Maria. - Molti casi sono stati fortunatamente risolti con il buon senso dei proprietari, ma in altri purtroppo siamo costretti a intervenire drasticamente".

Questo è quanto è accaduto a Piasco, in un cascinale dove ci sono 7 cani, di cui uno legato a catena e privo di un idoneo ricovero. "E' in condizioni di salute pessime, il cane di soli due anni è letteralmente pelle e ossa, nonostante il pelo lungo e bianco. Il suo stato di magrezza è visibile anche da lontano", spiega.

Così le Guardie Ecozoofile ANPANA intervengono ed eseguono un sequestro penale, convalidato dalla Procura di Cuneo, che ha disposto che il cane venga curato presso apposita struttura. L'intervento ha visto anche la collaborazione della Polizia Locale, che conosceva bene il caso; gli altri cani non sono ancora in condizioni da sequestro, ma se non si interviene per fornire loro la giusta alimentazione e le cure mediche, si potrebbe arrivare al sequestro anche di questi.


L' ANPANA afferma che sono moltissime le segnalazioni giunte, i cittadini sono sempre più sensibili a queste tematiche, di fatto tutti si chiedono del perché prendere un animale e poi infliggergli simili maltrattamenti. "Spesso ci poniamo anche noi questa domanda" - conclude Rossano dell'ANPANA. Noi vigileremo e interverremo in ogni caso possibile, presto speriamo di aumentare l'organico delle nostre Guardie Volontarie, stiamo raccogliendo le iscrizioni per un nuovo corso che partirà a settembre, in modo da essere sempre più presenti e aiutare tanti animali in difficoltà.

Fonte: TargatoCN

martedì 21 luglio 2015

Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli




Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli I nostri amici a quattro zampe si trovano in difficoltà durante l'ondata di afa. Non sudano e hanno bisogno di acqua, ombra e luoghi ventilati

Caronte, Minosse, Scipione, Caligola. Le varie ondate di caldo hanno assunto, negli ultimi anni, nomi diversi, rigorosamente legati alla mitologia greco-romana. Per i nostri amici a quattro zampe, il caldo eccessivo non ha soprannomi variabili, è esclusivamente un disagio. Soprattutto se associato all'umidità. In questi casi può essere molto pericoloso. “Per cani e gatti le elevate temperature sono un problema. Non sudano e aprono la bocca per espellere il calore”, spiega Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa (Ente nazionale protezione animali). Disagi anche per gli animali da allevamento, lo sostiene Coldiretti che ha lanciato l'allarme: “È stress da caldo per le galline nei pollai e per le mucche che hanno prodotto 50 milioni di litri di latte in meno nei primi 15 giorni di luglio”. A patire l'afa sono anche gli animali selvatici. Tra i domestici, i più predisposti al colpo da sole – come segnala l'opuscolo del ministero della Salute – sono i cuccioli, le razze brachicefale (bulldog, gatti persiani), gli animali anziani, obesi e quelli affetti da malattie cardiocircolatorie e respiratorie. Tra i rischi alla salute, oltre a colpi di sole e di calore, ci sono anche le infezioni da parassiti. È necessario seguire alcuni semplici consigli per prevenirli.

ACQUA E OMBRA PER I DOMESTICI -  Andrea Brutti, tecnico esperto dell'Enpa, ha stilato un vademecum. “Per i cani – sottolinea – è importante evitare le uscite nelle ore più calde, preferire la mattina presto o il tardo pomeriggio. In casa, offrire loro un luogo ombreggiato e ventilato. Poi, dare acqua fresca e cibo idoneo e leggero, meglio dividere il pasto in tre o quattro piccole razioni”. E il gatto? “Si autoregola ma deve avere a disposizione acqua fresca. Nel caso uscisse di casa, sarà lui a cercare riparo autonomamente”. Agli animali sensibili a scottature solari applicare crema solare ad alta protezione. “E – prosegue l'Enpa – consigliamo, nel caso vadano in ipertermia, di abbassare la loro temperatura con acqua e ghiaccio secco”.

LASCIARE UN CANE CHIUSO IN AUTO È REATO - Un particolare non è da trascurare: “I cani – precisa Brutti dell'Enpa – non devono mai essere lasciati in automobili ferme d'estate, neanche con il finestrino aperto o semi aperto. In auto, la temperatura sale molto velocemente. A finestrino chiuso è reato”. Come ricordato dalla Cassazione può far scattare la condanna di abbandono (art.727 secondo comma del codice penale). “In questa stagione, i cani possono sentirsi male anche con i finestrini abbassati e all'ombra, perché in una vettura manca un'adeguata ventilazione”. Cosa può fare un cittadino di fronte a un'emergenza? “Allerti subito le forze dell'ordine. Ci sono casi di persone che hanno rotto i finestrini per salvare un animale. Il nostro ufficio legale aiuta e assiste coloro che si oppongono a maltrattamenti (art.544 ter del codice penale)”

UNA CIOTOLA PER RANDAGI E SELVATICI -  “Noi – spiega Brutti – invitiamo tutti, commercianti e baristi, soprattutto nei luoghi dove il randagismo è una vera piaga, nel regioni del Sud, a mettere una ciotolina di acqua fresca fuori dagli esercizi. Continuiamo a ricevere segnalazioni di cani abbandonati e maltrattati”. Le cause? “C'è in primis una responsabilità istituzionale. Esiste una legge che dovrebbe essere fatta applicare. Questo atteggiamento ha creato una sub-cultura, che porta a considerare gli animali esseri viventi inferiori”. Pure i selvatici soffrono il caldo. Il cibo non manca, ma l'acqua scarseggia. “Chi ha giardini metta acqua nei sottovasi, cambiandola spesso per evitare le zanzare. È utile, oltre che per i volatili, anche per i ricci”. Gli animali selvatici non sono pericolosi. “Spesso, sbagliando, si ha paura dei pipistrelli, utilissimi nella lotta alle zanzare”.

Fonte: Tiscali Cronaca

domenica 19 luglio 2015

Quando abbandoni un cane



Io me lo ricordo quando siamo andati a casa assieme. Era un giorno di sole e la foglie erano gialle e rosse e quando ci camminavo sopra scricchiolavano rumorose. Mi ricordo che mi appoggiavi piano per terra e ridevi vedendomi incerto a zampettare su quelle foglie mentre mi giravo al suono della tua voce, cercando i tuoi occhi e la carezza della tua mano.

Mi ricordo di quando quelle foglie sono diventate un'umida poltiglia nascosta da uno strato bianco di neve. Che era fredda, ma così morbida che ci affondavo tutto fino al collo. E tu correvi con me, io andavo avanti e tu restavi un po' più indietro. Ma io ti aspettavo, non ti avrei mai lasciato solo.

Ti aspettavo ogni giorno. Aspettavo la tua voce che mi raccontava la sua giornata. Capivo quando era stata una buona giornata, quando al lavoro il tuo capo non ti aveva maltrattato, e capivo quando invece ti avevano fatto arrabbiare. Allora mi sedevo buono vicino a te: infilavo la mia testa sotto al tuo braccio e cercavo di farti ridere, come quel giorno in cui eravamo andati a casa assieme e io facevo scricchiolare le foglie.

Ti aspettavo anche quando avevi troppo da fare per passare del tempo con me: quando uscivi al mattino e tornavi la notte. Sono paziente e non conosco il rancore: so che nella vita ci sono della cose importanti e ho imparato che ce ne sono molte prima di me. Ho trascorso la mia vita ad aspettare la tua, a cercare il tuo cuore scavando tra i cuscini del tuo divano. Non l'ho trovato spesso, il tuo cuore: ma qualche volta l'ho visto e ho imparato a riconoscerlo.

L'ho riconosciuto nelle tue lacrime quando il tuo dolore aveva un sapore salmastro che sentivo sulla punta della lingua. L'ho riconosciuto quando sei tornato a casa, un giorno, con un fagotto che profumava di talco e di pipì, e che mi ha fatto finire in un angolo buio di quel cuore. Non mi serve la luce, mi basta il buio se quel buio è un posto che conosco. E il tuo cuore io lo conosco, so che mantiene un posto per me.

Anche oggi ti aspetto. Anche oggi che fa caldo e di foglie gialle e rosse per terra non ce ne sono. Anche oggi che le mie zampe sono arricciate dall'artrosi e non mi permettono più di correrti davanti e fermarmi ad aspettarti. Anche oggi io ti aspetto, anche se non so dove sono, non conosco questa strada in cui continuo a girare cercando il tuo profumo, la tua traccia. Ma il mio naso non è più buono, o forse la tua traccia se ne è andata via con te e allora è meglio che io torni là dove mi hai lasciato: verrai a prendermi e mi solleverai in braccio come quando ero piccolo e avevamo ancora un sacco di giorni da vivere assieme.

Ho fiducia nel tuo cuore. È il solo cuore che conosco. Tornerai a prendermi con una ciotola piena d'acqua dove potrò dissetarmi e una scatola di pappa che io mangerò troppo velocemente. E poi mi farai risalire in macchina dove c'è la mia coperta, quella col mio odore, quella in cui mi addormentavo quando facevamo dei viaggi lunghi a scoprire il mondo. Che ne abbiamo visto un bel po' eh, di mondo? Per questo so che tornerai e continuo ad aspettarti: esattamente qui dove mi hai lasciato. Anche se sono passate un po' di notti e qualche giorno, io so che presto vedrò spuntare la tua macchina in fondo alla strada e allora sarà di nuovo come il giorno in cui siamo andati a casa assieme e tu sarai felice di avermi con te e io sarò felice di essere con te.

Fai presto però, perché io sono paziente, ma il mio cuore batte lento, lo sento stanco, pesante di fatica e di paura. Allora mi accuccio: quando arriverai, se tu non riuscirai a vedermi, alzerò la coda a salutarti e festeggiare il tuo ritorno.

Fai presto, davvero, perché ho gli occhi pieni di nebbia e ho paura di non riuscire a vederti, a riconoscere la tua mano che si abbassa ad accarezzarmi la testa, a grattarmi le orecchie.

Fai presto, ti prego, perché non sento più le zampe: me la sono fatta addosso e ho paura che quando arriverai non riuscirò a saltarti in braccio.

Fai presto perché io ho vissuto la mia vita con te: ogni volta che ho avuto paura ho trovato rifugio in te. E oggi che di paura ne ho davvero tanta, oggi che sento che il cuore mi abbandona ho bisogno di te: di guardare i tuoi occhi mentre i miei si chiudono tranquilli come hanno fatto ogni notte quando il sonno che li attendeva era di ore e non di sempre.

Torna a prendermi: fammi morire vicino a te.

Qualche giorno fa, l'assessore al Bilancio del Comune di Imola ha dichiarato, in sede di Consiglio, che i cani in esubero nel canile vanno abbattuti. A poche ore dalla disgraziata uscita, il sindaco ha corretto il tiro, specificando che le parole del suo collega erano dettate dall'impossibilità di concedere un bonus fiscale a chi adotta un cane abbandonato in un momento di crisi tale da non consentire di aiutare nemmeno le famiglie degli imolesi.

Vorrei ricordare a questo assessore imprudente (perché oggi mi sento politicamente corretta) che il canile della sua città è pieno di cani che i suoi concittadini hanno abbandonato, ad ennesima certificazione del fatto che se il cane è il migliore amico dell'uomo, l'uomo non lo è di certo del cane.

I cani, caro assessore, non si abbandonano e di sicuro non si abbattono. Se lo segni e cerchi di non dimenticarlo mai più.

Fonte: L'huffington post

giovedì 16 luglio 2015

Bari, tre cuccioli di cane chiusi in un secchio e lanciati in una villa: se ne salva solo uno

L'unico cucciolo salvato

La scoperta fatta dal padrone di casa: "Non è la prima volta, lo fanno perchè sanno che sono un volontario animalista". Il meticcio è rimasta in vita perchè è rimasto bloccato nell'intercapedine del cancello  

Tragico caso di maltrattamento di animali a Bisceglie. Sono morti due dei tre cuccioli di cane che ieri erano stati lanciati oltre il muro di recinzione di una villa  all’interno di un secchio di vernice rossa: gli animali sono morti a causa del forte urto, mentre il terzo, caduto dal secchio al momento del lancio, aveva terminato la sua corsa in un’ intercapedine del cancello di ingresso, salvandosi. 

A fare la tragica scoperta era stato Francesco Menduni, proprietario della villa e, volontario dell’associazione tranese Laika: inutili erano stati i soccorsi dell’uomo per due dei tre cuccioli.  “Sono arrivato sul posto quando tutto non c'era più niente da fare  - la ricostruzione di Menduni - per salvare il terzo cucciolo, mi sono dovuto fare aiutare da un’altra persona. Purtroppo non è la prima volta che assisto a episodi del genere”.

In città, prosegue Menduni, “in tanti sanno che ho una grande sensibilità per i cani randagi, così pensano di lanciare oltre la recinzione della mia villa intere cucciolate”. Stando alle prime ipotesi, le tracce di vernice presenti sulla pelle degli animali lascerebbero pensare che i cani fossero appartenenti a cucciolate nate in una bottega o in una carrozzeria. Adesso i volontari dell’associazione Laika hanno il compito di trovare una casa per il cucciolo superstite.



Fonte :Repubblica.it di Bari 

lunedì 13 luglio 2015

La triste fine del cane dei due turisti, una tirata d’orecchi ai padroni



 “Con il mio consorte Giuseppe ringrazio tutte le persone che ci hanno dato una mano nel ricercare il nostro Arturo. Mai abbiamo trovato persone così altruiste e generose. Il nostro cagnolino ora dorme sotto un cielo di stelle sul monte Pasubio”. Emanuela, proprietaria di Arturo, il meticcio di piccola taglia (3 chili) ritrovato morto lungo la Strada delle 52 Gallerie venerdì sera da una guardia della Forestale, sul fondo del ghiaione della Canossara della galleria n. 32, da dove era scivolato sabato 4 luglio, sfuggendo ai propri padroni.

Emanuela Locci di 45 anni e Giuseppe Baghino di 48, coniugi lombardi di Pavia, erano in zona per compiere un’escursione sul monte Pasubio. Percorrendo la Strada delle 52 Gallerie, attratto da un animale selvatico il cane era scivolato lungo il ripido pendio di rocce per scomparire agli occhi di Emanuela e Giuseppe che dal quel momento hanno iniziato una ricerca affannosa che si è protratta, con l’aiuto di decine di volontari dell’Enpa di Schio-Thiene e di semplici cittadini, per tutta la scorsa settimana, fino al ritrovamento di venerdì della carcassa da parte di una guardia della Forestale.

Trovato a circa 300 metri sulla perpendicolare della caduta, il cane è sicuramente morto nella rovinosa caduta sbattendo sugli spuntoni rocciosi. Per 7 giorni è stata una ricerca spasmodica. “Ritorneremo sicuramente al rifugio Balasso per incontrare e ringraziare ancora le tante persone che ci hanno aiutato nella ricerca di Arturo. La speranza di ritrovarlo in verità è stata sempre flebile e la perdita è grave, perché era davvero un componente della nostra famiglia. Ci conforta la consapevolezza che ha trovato la morte nella caduta e non ha agonizzato per ore o giorni”.

È andata a vedere il corpo? “No, sarebbe stato troppo doloroso, anche perché era in stato di decomposizione. Ringrazio la guardia della Forestale che l’ha sepolto, indicandoci il luogo per una nostra futura visita”.


Prenderete un altro cane? “Nei tempi dovuti. Come fatto per Arturo andremo in un canile per portarci a casa un cane abbandonato per dargli attenzioni e affetto. Un grazie speciale lo rivolgo a Suki Maya, Marika Perli, Carla Ricciolini, Romi ZerozeroSpank Paw e Alberto Costabeber; alle guardie forestali di zona Lianka Santagiuliana, Alessandra Fuccillo, Mattia Colombi, Lucia Ruspaggiari, Valentina Benati, Claudia Bolognese, Erika Benetazzo e Lella Benetazzo; ai rifugio Balasso e Xomo, all’Enpa Schio-thiene, al maso Carpene, alla Provincia di Vicenza e al Gazzettino: tutti i miei nuovi amici. E grazie a Facebook ho trovato tanta solidarietà. Forse ho dimenticato qualcuno”.

Il rifugio Balasso sulla Provinciale 46 è servito come base per le ricerche, con il gestore Cristina Fin a vivere in diretta la settimana di passione di Emanuela e Giuseppe. “I coniugi sono stati commoventi - spiega -, hanno dato un forte esempio di amore per gli animali. Si sono alzati sempre presto per tornare alla sera dopo lunghe ore di infruttuose ricerche. Ho cercato di stare vicina alle loro ansie, anche se in verità già alla prima sera ho detto loro che probabilmente il loro Arturo è deceduto nella caduta, perché conosco la zona e perché, purtroppo, almeno un cane all’anno scompare senza lasciare traccia. La carcassa del loro Arturo almeno è stata ritrovata e sepolta. Pur persone straordinarie Emanuela e Giuseppe un errore l’hanno fatto, sia pure inconsciamente”.

Quale errore? “Quello di portare il loro cane sulla Strada delle Gallerie, troppo pericoloso! Non si devono portare i cani in quella zona del Pasubio, neppure al guinzaglio. I cani se vedono o sentono qualche altro animale selvatico d’istinto lo rincorrono e cadono dal sentiero per trovare la morte tra le rocce. Purtroppo è così”. Cristina Fin è stata chiara: proibito portare cani sulla Strada delle 52 Gallerie, anche al guinzaglio.

Fonte: Il Gazzettino.it

giovedì 2 luglio 2015

Cane lanciato giù dal bus: è caccia al padrone senza cuore



I fatti accaduti in un quartiere della periferia sud di Roma

Inizia l’estate e con essa i primi gesti incivili di abbandono dei cani. Ieri alla Borghesiana, quartiere di periferia sulla Casilina la scena avviene su un bus. Alle cinque e mezza del pomeriggio il bus ferma su un tratto rettilineo di strada, ma dalla porta non escono persone ma un cane.

Buttato fuori così, senza pietà. La scena viene vista da una serie di testimoni, tra cui una donna che vede il piccolo animare rimasto solo in strada. E’ un meticcio di media taglia, lo raccoglie lo salva e poi denuncia tutto alla associazione Earth. Gli animalisti inviano sul posto una loro guardia zoofila volontaria che constata le condizioni dell’animale, successivamente  controllato da un medico.


L’animale sta bene, ma ora si pone il problema di a chi affidarlo. Intanto dall’associazione denunciano l’accaduto e chiedono ai cittadini di Borghesiana di fare ogni sforzo per cercare il responsabile di questo orribile gesto, definito “disgustoso ” e pieno di “vigliaccheria”.

AIDAA: crescono gli abbandoni dei cani rispetto a giugno 2014



Le regioni con il maggior numero di cani vaganti catturati o segnalati sono state la Puglia, la Sicilia, il Lazio e la Campania


Secondo le segnalazioni arrivate al telefono amico di AIDAA ed alle entrate nei cento canili monitorati dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente i cani abbandonati o comunque catturati vaganti nel mese di giugno del 2015 sono stati complessivamente 6.544 rispetto al 5.677 dello stesso mese dello scorso anno. Sempre secondo queste stime le regioni con il maggior numero di cani vaganti catturati o segnalati sono state la Puglia con 543 seguita dalla Sicilia con 434, dal Lazio con 433, la Campania con 345. Tra le migliori AIDAA segnala la Valle d’Aosta con solo 2 segnalazioni, la Lombardia con 44 e l’Umbria con 54 cani tra segnalati ed entrati in canile.



martedì 23 giugno 2015

Come Avvicinarsi a un Animale Randagio - Specialmente in estate è utile.


Passaggi


Attrai l'attenzione dell'animale. Schioccare la lingua, o parlargli dolcemente può avere il suo effetto. È fondamentale non farlo spaventare.
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Avvicinati all'animale MOLTO lentamente. Fai il possibile per apparire il più piccolo possibile e non minaccioso, se puoi avvicinati quasi di spalle, ma stai sempre all'erta. Non ti inginocchiare, sarebbe un ostacolo nel caso tu debba scappare se l'animale ti attacca. Avvicinati solo fino a 2-3 metri di distanza.

Fai in modo che sia l'animale a venire verso di te quando sei in prossimità. Chiamalo con voce dolce, e cerca di farlo avvicinare. Mostragli la mano, tocca il suolo gentilmente, puoi anche dargli un po' di cibo, possibilmente di lato e non direttamente davanti a lui.

Evita il contatto visivo prolungato. Guarda lateralmente invece di fissarlo direttamente negli occhi. Per i cani questo è un segno di dominio. Lo interpretano come una sfida e come un invito a combattere. Hai mai notato che anche i cani che conosci bene non ti fissano a lungo negli occhi? O quei gatti che si squadrano a lungo prima di una lite. Per loro è un segno di sfida, per questo è meglio evitarlo.

Porgigli la mano in modo da mostrargli il dorso. Questo è meno minaccioso per la maggior parte degli animali, e diminuisce le vostre probabilità di essere morsi alle dita.

Osserva il linguaggio del corpo dell'animale se non si avvicina. Nel caso dei gatti, è meglio lasciare che si avvicinino, loro sono cacciatori, ma abbastanza piccoli per conoscere il pericolo dell'essere predati. Invece se si tratta di un cane, puoi lentamente – molto lentamente – fare PICCOLI passi verso di lui se ti sembra amichevole ma solo timido.

Stai calmo e indietreggia lentamente se un cane ringhia o ti mostra i denti... o un gatto ti soffia. NON scappare.

Rimani fermo se l'animale ti annusa la mano.

Lascia che l'animale finisca la sua ispezione della tua mano e poi lentamente spostala verso la sua spalla. Non accarezzargli la testa perché questo lo spaventa, e può indurlo a mordere. Ricorda che molti animali non amano essere toccati in determinati punti del corpo, quindi procedi sempre con molta calma.

Aspetta che l'animale sia tranquillo per dare un'occhiata alla sua medaglietta. Parlagli a bassa voce e muoviti piano per evitare di spaventarlo. Se l'animale non ha una medaglietta chiama il canile più vicino, o un luogo dove l'animale potrà essere ospitato.
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Consigli

Non mettere mai l'animale in un angolo. Si sentirà intrappolato e non avrà altra scelta se non attaccarti.
Anche se l'animale ha capito che non vuoi fargli del male, questo non vuol dire che un movimento brusco non lo spaventerà. Ricordati di muoverti lentamente.
Il cibo è il modo migliore per guadagnarti la sua fiducia. Comincia a buttargli un pezzettino di cibo a lato, e non direttamente davanti a lui.
Un gatto amichevole si strofinerà sulla tua mano dopo averla annusata per un po'.
Se ti ringhia non preoccuparti e non avere paura; gli animali percepiscono la paura e sanno quando li temi. Poi pensano di essere il capo. Stai tranquillo e rilassato, in genere ha solo paura di te.
Se non puoi entrare in confidenza con l'animale, ma sei preoccupato per la sua sicurezza o per la sua vita, la cosa migliore è chiamare il canile più vicino. Ti potranno dare anche consigli per guadagnare la sua fiducia.
Se l'animale ti attacca, rannicchiati in segno di sottomissione. Molti animali attaccano solo quando si sentono minacciati.
Fai dei suoni dolci per mostrare amicizia.

Fonte: WikiHow

lunedì 22 giugno 2015

LA TRISTE ESTATE DEI CANI ABBANDONATI

               



Arriva l’estate e, come ogni anno, i casi di abbandoni di animali domestici aumentano. Ma la colpa di chi è? Di padroni senza scrupoli o del sistema? Nel frattempo, nascono sempre più strutture per portare i nostri amici a quattro zampe in vacanza assieme a noi.





ALBIZZATE Rete tagliata e cani spariti: “Aiutateci a ritrovarli”



Nella migliore delle ipotesi qualcuno ha fatto un brutto dispetto e i due animali sono scappati ma il sospetto dei padroni è che ci sia stato un furto

Nella migliore delle ipotesi qualcuno ha fatto un brutto dispetto tagliando la rete di casa e facendo scappare i due splendidi esemplari di Labrador e San Bernardo. Nella peggiore i due cani sono stati rubati, ed è soprattutto di questa seconda ipotesi che i loro padroni sono preoccupati.


La scoperta nella serata di domenica 21 giugno: «Siamo usciti di casa alle 19.30 – racconta Simone, padrone dei due cani – e al nostro ritorno, intorno alle 21, i due cani non c’erano più. Inizialmente abbiamo pensato che fossero scappati anche se ci sembrava impossibile perché era tutto chiuso e, soprattutto, perché quei due cani non hanno mai cercato di scappare o allontanarsi, nemmeno quando lasciavamo il cancello aperto».

Dopo una ricerca in tutta la zona vicino casa, che si trova lungo la statale gallaratese di via Mameli, tra il campo sportivo la Fornace e la ferrovia, i due padroni sono tornati a casa e hanno ispezionato il giardino: «Erano più o meno le 23 e dall’ispezione ci siamo accorti che in fondo al giardino c’era un buco aperto accuratamente nella rete. Purtroppo ci si è subito palesata l’ipotesi del furto, inspiegabile, dei nostri due cani. Al di fuori di quel buco non c’è nient’altro fuori posto: non sono stati toccati gli attrezzi da giardino, non ci sono segni di effrazione in casa e nemmeno in macchina. Solo quel buco e i due cani scomparsi. Ci siamo rivolti subito ai carabinieri di Albizzate e ora lanciamo l’appello: chiunque dovesse vedere i due animali dia una segnalazione. Il labrador ha 3 anni e il San Bernardo uno».


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Contatti FB : Eleonora Lola Miceli


AGGIORNAMENTO TRISTE

Mi piange il cuore dare questa notizia: Cesare e Goku sono stati ritrovati, morti😓
Sono disperata e non oso immaginare come stia la mia amica Eleonora Lola Miceli😢
I ladri dopo aver spaccato la rete, hanno avvelenato i cani, molto probabilmente per entrare in casa ma saranno stati disturbarti da qualcuno e sono fuggiti..
Quei bastardi hanno lasciato morire quei cucciolotti senza un minimo di cuore😢
Vi porterò sempre con me❤ —

Eleonora Lola Miceli

Ciao a tutti..goku e Cesare sono stati ritrovati morti vicino ai binari del treno.. Qui ad Albizzate... Li hanno trovati..

venerdì 29 maggio 2015

CANE ABBANDONATO NEL LETTO DI UN TORRENTE: «VENTI GIORNI SENZA CIBO E ACQUA»



Antonietta Torelli (Arca di Noè) punta il dito contro gli uffici comunali. Gli Amministratori si dicono all'oscuro di tutto: «Provvederemo»

Venti giorni senza cibo e acqua, imprigionato nel letto del torrente Jana a valle del Convento di San Matteo. Tutto questo tra l’indifferenza delle istituzioni del posto che continuano ad ignorare il dramma di un cane da caccia un po’ avanti con gli anni, e per questo, forse, abbandonato dal suo stesso padrone.

«I funzionari del settore competente – bravi a ribadire che per gli animali non ci sono soldi -  non hanno avuto nemmeno la decenza di alzare il telefono e avvisarmi». A denunciare questa triste vicenda è Antonietta Torelli, presidente dell’Associazione “Arca di Noè” di San Marco in Lamis, sodalizio impegnato nell’offrire assistenza ai tanti trovatelli a quattro zampe abbandonati sul territorio comunale.

Ieri mattina, venuta a conoscenza di quanto si stava consumando a pochi passi dal centro abitato, Antonietta si è immediatamente recata sul posto per verificare di persona le condizioni di salute del cane: «E’ impaurito, debole e disorientato per tutto quello che ha passato» spiega con rabbia Torelli, appena reduce da un confronto con gli uffici “pilateschi” di Palazzo Badiale, «che pur sapendo da tempo hanno fatto finta di niente».

Rabbia, incredulità, dolore per tanta indifferenza: «Ma quel che è ancora più doloroso è il silenzio che circonda queste creature mentre sono vive. E se ciò arriva dalla cabina di regia di Palazzo di Città la cosa è ancora più grave. Questo è l’esempio di un paese ormai abbandonato a se stesso dove impera menefreghismo e inciviltà».

Intanto Jack è ancora nel letto del torrente in secca, confortato unicamente dalle amorevoli cure del presidente dell’Arca di Noè e dei suoi affiliati: «È ancora spaventato e non si lascia avvicinare, aspettiamo che acquisti fiducia e poi lo tireremo fuori».  

E anche se i cani non si recano alle urne «una delle prime cose di cui dovrebbe occuparsi la prossima amministrazione comunale è proprio quella di difendere gli animali dalla ferocia e dalla indifferenza degli uomini. È un problema etico e di civiltà», è l’auspicio di un cibernauta particolarmente attento al mondo degli animali.

Fonte: S.Marco in Lamis.eu

giovedì 28 maggio 2015

Ricordate la Prof che dormiva in auto per non lasciare i suoi cani? Un bel giorno...



Ricordate la Prof rimasta senza lavoro e senza soldi costretta a vivere in una vecchia auto per non lasciare i suoi cani che non erano accettati negli alloggi per indigenti?
La sua storia ha avuto una marea di clic diventando virale. Ora la bella notizia: la tenace signora inglese ha una casa vera: un bungalow che si trova nel bel mezzo di una decina di ettari di un canile-santuario per cani.

Dopo la sua richiesta di aiuto, più di 600 persone hanno generosamente donato quasi 12.000 euro per aiutare la 57enne a rimettersi in piedi, come racconta Lancionews. Grazie al buon cuore di tanta gente lei, Robbie e Cleo, salvati dalle perreras spagnole, sono al sicuro.

Mentre era seduta al centro commerciale di Canterbury (la macchina era nel parcheggio del centro) dove andava ogni giorno per utilizzare i servizi igienici, le si avvicina un uomo il signor Perry Sutton un addestratore di cani che le fa un'offerta che non si poteva rifiutare. Una nuova casa in un bungalow in mezzo a un canile di dieci ettari che si trova in Boughton-under-Blean vicino Faversham. Non solo. Lavorerà con il signor Sutton.

Hillary ha promesso che gran parte dei fondi raccolti per aiutarla saranno usati per aiutare altre persone che si trovano ancora nella stessa condizione in cui era lei. L'amore per i suoi cani alla fine l'ha ripagata alla grande.

Fonte:Il Mattino.it

venerdì 22 maggio 2015

DISOCCUPATA E SENZA CASA, VIVE IN AUTO COI SUOI CANI PER NON ABBANDONARLI



Un'insegnante di inglese di 57 anni vive da quattro mesi dentro la sua auto per non rinunciare ai suoi cani. La protagonista di questa vicenda si chiama Hillary Barrows, che dopo 8 anni in giro per l'Europa ad insegnare inglese ha deciso di tornare in Gran Bretagna, per la precisione nel Kent. La donna trascorre le prime tre settimane in affitto, ma non trovando nessun lavoro, finisce tutti i soldi e non può più pagare la retta.

 Ad Hillary viene offerto un alloggio di emergenza dove però non sono ammessi i cani. La 57enne non se la sente di abbandonare Robbie e Cloe, due cagnoloni salvati in Spagna qualche anno prima e decide di vivere nella sua Alfa, all'interno del parcheggio Asda di Canterbury. I parenti della donna sono tutti lontanissimi; la mamma 89enne si trova a Vancouver, in Canada, mentre il resto della sua famiglia è emigrato in Nuova Zelanda.

"Io voglio un posto in cui posso stare con i miei cani", dice la stessa Hillary al Daily Mail, raccontando come alcuni 'angeli' la aiutino ad andare avanti: "Il personale Asda mi dà l'acqua calda e qualcosa da mangiare, mentre ogni settimana vengono dei volontari a controllare la salute dei Robbie e Cloe". Ma la vita non è facile: "A volte non mangio per due giorni per nutrire i miei cani, posso permettermi una doccia a settimana nel bagno pubblico a gettoni. Nessuno ti dà lavoro se sa che abiti in macchina, ma non posso affittare un appartamento perché non posso pagare la caparra e non ho un garante". Una situazione difficile, con le autorità che si muovono a rilento: "Ho chiesto il sussidio per l'abitazione e mi è stato detto di aspettare altri tre mesi - conclude Hillary - il mio unico desiderio è avere un lavoro e una casa sicura per me e i miei cani. La notte non riesco più a dormire".

Fonte:Leggo

mercoledì 20 maggio 2015

Non può portare il cucciolo in aereo: lo annega nei bagni dell’aeroporto




Ha provato a salire a bordo di un aereo con un cucciolo di doberman di sole 3 settimane. Quando al check-in le hanno fatto notare che “i cani con meno di otto settimane di vita non sono autorizzati a volare”, lei non è riuscita a pensare ad una soluzione migliore che annegare la povera bestia. Per questo motivo Cynthia Anderson, 56 enne del Nebraska, è stata arrestata con l'accusa di atti di crudeltà verso gli animali. Secondo la ricostruzione della polizia, la donna di Edgewater, Florida, avrebbe cercato di imbarcarsi su un volo in partenza dal Central Nebraska Regional Airport con due cani di piccola taglia nelle loro rispettive cuccette e tre cuccioli. Al check-in però le hanno fatto notare che le disposizioni di volo, vietano di portare sugli aerei i cani con meno di due mesi di vita.

La donna ha provato a reimbarcarsi il giorno dopo. Stavolta con lei aveva i due animali sempre nelle loro gabbiette, ma, secondo gli agenti, nascondeva un cucciolo nel suo bagaglio a mano. Un particolare che però non è sfuggito al personale di sicurezza dell’aeroporto. A quel punto la 56enne, pur di non perdere quel volo avrebbe deciso di annegare il cucciolo nel bagno dello stesso scalo. Una orribile scena alla quale avrebbero assistito vari testimoni, attirati probabilmente dai latrati del cagnolino. La donna è stata arrestata. L'autopsia sul cucciolo, condotta presso la Humane Society, ha stabilito che una abbondante quantità di acqua è stata trovata nei polmoni del cane.

Fonte: FanPage.it

lunedì 18 maggio 2015

Cani abbandonati? Denunciate!



 Mentre scrivo piango, piango e non riesco a fermare le lacrime. Piango per l’ ennesimo cane morto che si poteva salvare. E non parlo di un cane ucciso da qualche sadico, di un cane in mezzo alla strada.
Parlo di Tobi, uno yorky che stava nel bel giardino di una villetta, morto per l’ incuria e il menefreghismo del suo padrone,  che ha fatto prima a farlo morire di stenti nel suo bel giardino – chissà, forse si era stancato di avere un cane – che ad abbandonarlo.
Tobi è morto solo, nell’indifferenza di tutti, sì, di tutti noi che lo vedevamo rannicchiato davanti alla porta di casa a cercare un po’ di calore, rannicchiato per ripararsi dalla pioggia, dal gelo, dalla neve e dall’afa estiva. Sempre li. Giorno e notte, in ogni stagione. Solo.
Tobi è morto cercando una carezza da chi passava davanti al suo cancello.
Tobi è morto solo, nell’indifferenza di chi ha ignorato i suoi occhi che chiedevano aiuto.
Tobi è morto anche per colpa mia. Che ho aspettato a denunciare alla polizia.
Se avessi denunciato prima, forse Tobi avrebbe saputo cosa fosse un po’ d’amore.
Ho sbagliato a dare ascolto a chi mi diceva che sono io l’esagerata con i miei cani, che Tobi stava benissimo,  viveva in cortile, mangiava ogni tanto… insomma faceva il cane.
No, cazzo. Un cane non può vivere così.
In quella situazione qualcosa non andava. Non ero esagerata, avevo visto giusto.
Tobi è morto a nove anni di polmonite, non era nutrito da almeno un mese, era disidratato e con un infezione che lo mangiava da dentro.
Tobi è morto per colpa mia.
Non bastava che gli portassi il cibo, dovevo portarlo via da quella casa. Non dovevo ascoltare chi mi diceva che un cane che vive cosi sta bene.
Lo sapevo. Dovevo avere fiducia nelle forze dell’ordine e denunciare. Prima. Molto prima.
Ho denunciato una fredda mattina di dicembre, cominciava a nevicare.
Tobi, uno scricciolo, si è rifugiato sotto la mia mano, tra le sbarre, porevo contargli le ossa.
Al campanello nessuno ha risposto,  ho chiamato la polizia e sì, sono intervenuti, hanno portato via Tobi. Cure urgenti. Ma ormai era troppo tardi.
Tobi è morto di stenti in un bel giardino col prato all’ inglese.
Tobi è morto e forse l’ unico gesto d’amore lo ha ricevuto solo prima di chiudere gli occhi per sempre. Con questo voglio solo dirvi: siate testardi, denunciate, segnalate alla polizia, rompete le scatole, anche se avete solo un dubbio che un cane sia maltrattato, qualcuno che vi ascolterà lo troverete, fatelo per tutti i Tobi di questo mondo.
Io ringrazio la Polizia Municipale della mia città, perché si è data da fare e mi ha ascoltato.
Ringrazio loro e rimprovero me, Tobi poteva salvarsi.
E ora piango perché non riesco a dimenticare il suo corpicino che cercava di scaldarsi nella mia mano e i suoi occhi che elemosinavano un briciolo di compassione.


Abbandona il suo cane per strada. Ecco la sua straziante reazione - VIDEO


Un cane ama i suoi padroni più di se stesso e questo video ne è l'ennesima dimostrazione. L'arrivo di un bambino comporta il suo abbandono della casa dove ha vissuto e l'allontanamento da quei padroni tanto amati. Loro vanno avanti con la loro vita ma lui continua a cercarli disperatamente bramando solo di tornare tra le loro braccia. GUARDA IL VIDEO SOTTO

Avere un cane da coccolare è un dono per ogni essere umano. La prova di un amore grande e disinteressato che non conosce limiti e confini. È questa la sintesi del rapporto tra un cane ed il suo padrone.

A volte, però, questa magia si spezza, per tante ragioni, ed ecco che una situazione idilliaca si trasforma in un vero e proprio inferno per il cane di turno, che vede crollare ogni certezza ed ogni sicurezza nella sua vita.

A rompere l’equilibrio nella vita di un cane spesso può essere la più grande delle gioie per una famiglia, ma anche per i nostri cuccioli che amano i più piccoli come e più di se stessi e li difendono da ogni pericolo.

Già, proprio l’arrivo di un bambino in una coppia può far decidere loro di sbarazzarsi del proprio cane, spesso ritenuto pericoloso per il nascituro. Ecco, quindi, che la decisione più difficile viene presa: quel cane deve abbandonare la casa e la famiglia che lo ha amato.

In questo video viene mostrata la reazione del cane a tutto questo. Dopo essere stato abbandonato, infatti, il cane vaga per la città ed incontra anche gente disposta a coccolarlo ma il suo pensiero è sempre costantemente a quei padroni che ha tanto amato.

Abbandona il suo cane per strada. Ecco la sua straziante reazione


E se alla fine loro, grazie alla nascita del piccolo, riescono a trovare la felicità, lui invece continua la sua ricerca disperata di quei padroni che ha amato più di se stessi. Un video ci mostra tutto questo e non potrà che colpirci al cuore. Troppo spesso gli animali vengono abbandonati, e spesso in altri video abbiamo visto poi la loro trasformazione dopo essere stati salvati dalla strada, dove vengono condannati a morte certa.




           


 Fonte: Leonardo.it

Carcere per chi lascia nell’incuria il proprio cane






Una sentenza di condanna che farà discutere e che sicuramente costituirà un importante precedente. Il Tribunale di Trento, con sentenza n.856/2014, ha condannato i padroni di un pastore tedesco per il reato di abbandono di animali, previsto all’articolo 727 del codice penale, per aver tenuto il loro cane in stato di incuria. Il caso è scoppiato dopo che i vicini di casa dei proprietari dell’animale li avevano denunciati per disturbo della quiete pubblica per via del loro cane che abbaiava continuamente, sia di giorno che si notte. Il pastore tedesco era agitato e si lamentava a causa delle condizioni in cui era costretto a vivere: relegato su un terrazzino e spesso lasciato senza acqua né cibo.

Dopo diverse lamentele e molti richiami verbali, dato che i proprietari del cane non provvedevano a risolvere la situazione, i vicini hanno sporto querela. Nel processo, i giudici del Tribunale di Trento hanno accertato l’esistenza del reato di disturbo, ma anche lo stato di abbandono dell’animale. Chiunque metta in atto comportamenti colposi di inerzia, incuria o indifferenza nei confronti del proprio animale domestico incorre nel reato di abbandono di animale, ha stabilito il tribunale nella sentenza di condanna dei padroni del cane. Del resto l’art 727 del codice penale sul reato di abbandono di animali è chiaro: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze“. E il giudice di Trento ha ritenuto che nel caso in esame ricorresse proprio quest’ultima circostanza. I padroni del pastore tedesco non si sono presi cura in modo adeguato del loro cane, lasciandolo senza cibo e in uno spazio angusto per diversi giorni, danneggiandone la “sensibilità psico-fisica”, hanno stabilito i giudici. La nozione di abbandono, ha spiegato il Tribunale di Trento, “postula una condotta ad ampio raggio, che include anche la colpa intesa come indifferenza, trascuratezza, disinteresse o inerzia“

Non solo, nel caso in esame, i giudici di Trento hanno ritenuto che ricorresse la fattispecie più grave, quella del reato doloso, poiché i proprietari dell’animale erano stati richiamati più volte dai vicini di casa a prendersi cura del proprio animale, quindi il loro comportamento non è dipeso solo dalla negligenza.

I padroni degli animali sono pertanto avvisati.

Fonte: DirettaNews.it