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martedì 21 luglio 2015

Quel pollo “malato” che finisce nelle ciotole di cani e gatti




Che il pollo fosse uno degli animali più sfruttati a livello di allevamenti intensivi, vista la sua economicità (per produrre un kg di carne bastano 1,3 kg di mangime), già si sapeva. Ma che questo potesse avere delle conseguenze devastanti sulla salute di chi se ne nutre è stato dimostrato ora. Grazie a una ricerca condotta dai dipartimenti di Veterinaria dell’Università di Torino in collaborazione con altri ricercatori di atenei italiani, tra cui il dipartimento di Scienzedell’Università della Basilicata, e con il Centro Ricerca & Sviluppo SANYpet, azienda specializzata nella produzione di alimenti dietetici per cani e gatti.

I risultati, appena pubblicati su Poultry Science, rivista internazionale accreditata in ambito veterinario, mostrano come l’ossitetraciclina, residuo di un farmaco che si accumula nelle ossa dei polli (ma anche di tacchini e maiali), causi un vero e proprio processo di morte cellulare.

Che a livello clinico si traduce in diffuse patologie che colpiscono i nostri animali da compagnia, come spiega il medico veterinario Sergio Canello: «L’organismo ha due modi di reagire alle sostanze tossiche che ingerisce: con processi infiammatori (gastrititi, cistiti, otiti, ecc…) che funzionano come inceneritori per distruggere gli elementi dannosi, o con meccanismi di eliminazione (vomito, diarrea, lacrimazione)».

 Ma come è possibile che nelle ciotole dei nostri animali finiscano sostanze tossiche farmacologicamente attive in concentrazioni fino a dieci volte superiori rispetto ai limiti di legge?

«È inevitabile che si sviluppino numerose patologie nel momento in cui si allevano migliaia di animali in spazi ridottissimi; per trattarle vengono somministrati ai polli antibiotici, come le tetracicline, che di per sé sono innocui per chi ne mangerà la carne, anche perché la legge richiede che entro 10/14 giorni prima della macellazione non vengano somministrati farmaci agli animali. Il problema è che questi antibiotici si accumulano e si fissano all’osso, che è una parte considerata non edibile ma che in realtà viene tritata per produrre le farine di carne alla base del cibo per cani e gatti».

 Ci sono rischi anche per l’uomo?

«Potenzialmente sì: ci sono macchine che grattano le ossa degli animali macellati per staccare i residui di carne che vi sono rimasti attaccati e in questo modo anche parte dell’osso stesso finisce nel macinato che viene poi usato per produrre wurstel, hamburger, crocchette di pollo e insaccati».


Una nota positiva: per quanto riguarda cani e gatti, basta eliminare tali alimenti nocivi per far scomparire in brevissimo tempo più dell’80 per cento delle patologie più diffuse che li colpiscono. Ma il campanello d’allarme sta suonando: se non per ridurre le sofferenze animali, fate attenzione all’allevamento intensivo almeno per la vostra salute.


Fonte: Corriere della Sera

Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli




Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli I nostri amici a quattro zampe si trovano in difficoltà durante l'ondata di afa. Non sudano e hanno bisogno di acqua, ombra e luoghi ventilati

Caronte, Minosse, Scipione, Caligola. Le varie ondate di caldo hanno assunto, negli ultimi anni, nomi diversi, rigorosamente legati alla mitologia greco-romana. Per i nostri amici a quattro zampe, il caldo eccessivo non ha soprannomi variabili, è esclusivamente un disagio. Soprattutto se associato all'umidità. In questi casi può essere molto pericoloso. “Per cani e gatti le elevate temperature sono un problema. Non sudano e aprono la bocca per espellere il calore”, spiega Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa (Ente nazionale protezione animali). Disagi anche per gli animali da allevamento, lo sostiene Coldiretti che ha lanciato l'allarme: “È stress da caldo per le galline nei pollai e per le mucche che hanno prodotto 50 milioni di litri di latte in meno nei primi 15 giorni di luglio”. A patire l'afa sono anche gli animali selvatici. Tra i domestici, i più predisposti al colpo da sole – come segnala l'opuscolo del ministero della Salute – sono i cuccioli, le razze brachicefale (bulldog, gatti persiani), gli animali anziani, obesi e quelli affetti da malattie cardiocircolatorie e respiratorie. Tra i rischi alla salute, oltre a colpi di sole e di calore, ci sono anche le infezioni da parassiti. È necessario seguire alcuni semplici consigli per prevenirli.

ACQUA E OMBRA PER I DOMESTICI -  Andrea Brutti, tecnico esperto dell'Enpa, ha stilato un vademecum. “Per i cani – sottolinea – è importante evitare le uscite nelle ore più calde, preferire la mattina presto o il tardo pomeriggio. In casa, offrire loro un luogo ombreggiato e ventilato. Poi, dare acqua fresca e cibo idoneo e leggero, meglio dividere il pasto in tre o quattro piccole razioni”. E il gatto? “Si autoregola ma deve avere a disposizione acqua fresca. Nel caso uscisse di casa, sarà lui a cercare riparo autonomamente”. Agli animali sensibili a scottature solari applicare crema solare ad alta protezione. “E – prosegue l'Enpa – consigliamo, nel caso vadano in ipertermia, di abbassare la loro temperatura con acqua e ghiaccio secco”.

LASCIARE UN CANE CHIUSO IN AUTO È REATO - Un particolare non è da trascurare: “I cani – precisa Brutti dell'Enpa – non devono mai essere lasciati in automobili ferme d'estate, neanche con il finestrino aperto o semi aperto. In auto, la temperatura sale molto velocemente. A finestrino chiuso è reato”. Come ricordato dalla Cassazione può far scattare la condanna di abbandono (art.727 secondo comma del codice penale). “In questa stagione, i cani possono sentirsi male anche con i finestrini abbassati e all'ombra, perché in una vettura manca un'adeguata ventilazione”. Cosa può fare un cittadino di fronte a un'emergenza? “Allerti subito le forze dell'ordine. Ci sono casi di persone che hanno rotto i finestrini per salvare un animale. Il nostro ufficio legale aiuta e assiste coloro che si oppongono a maltrattamenti (art.544 ter del codice penale)”

UNA CIOTOLA PER RANDAGI E SELVATICI -  “Noi – spiega Brutti – invitiamo tutti, commercianti e baristi, soprattutto nei luoghi dove il randagismo è una vera piaga, nel regioni del Sud, a mettere una ciotolina di acqua fresca fuori dagli esercizi. Continuiamo a ricevere segnalazioni di cani abbandonati e maltrattati”. Le cause? “C'è in primis una responsabilità istituzionale. Esiste una legge che dovrebbe essere fatta applicare. Questo atteggiamento ha creato una sub-cultura, che porta a considerare gli animali esseri viventi inferiori”. Pure i selvatici soffrono il caldo. Il cibo non manca, ma l'acqua scarseggia. “Chi ha giardini metta acqua nei sottovasi, cambiandola spesso per evitare le zanzare. È utile, oltre che per i volatili, anche per i ricci”. Gli animali selvatici non sono pericolosi. “Spesso, sbagliando, si ha paura dei pipistrelli, utilissimi nella lotta alle zanzare”.

Fonte: Tiscali Cronaca

lunedì 13 luglio 2015

Viaggiare con il cane in auto



La vita con il nostro amico a quattro zampe prevede anche gli spostamenti e, in vista delle vacanze estive, con questo articolo vi voglio illustrare la normativa vigente riguardo i viaggi in auto con il proprio cane.

Ricordate di portare con voi sempre il libretto sanitario del cane in regola con le vaccinazioni e l’iscrizione all’anagrafe canina. L’antirabbica va fatta almeno venti giorni prima della partenza. Non è obbligatoria, ma consigliata se si va nelle isole e al Nord Est (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Alto Adige) fino al 2013 in diverse regioni era obbligatoria. Il Ministero della Salute segnala che in Sardegna è diffuso un particolare tipo di tenia chiamato l’echinococco, si può proteggere il cane somministrando solo carni cotte e al ritorno è meglio effettuare una visita di controllo con l’esame delle feci. Su tutto il bacino del Mediterraneo il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi; in tali zone è meglio non far dormire il cane all’aperto e, durante la notte, è consigliato distribuire un antiparassitario efficace sul pelo. Nel Nord Italia e nella Pianura Padana è invece presente la filariosi cardiopolmonare, meglio conosciuta come filaria, malattia che si può prevenire tramite vaccino o somministrando al cane mensilmente delle specifiche pastiglie.

In auto. L’articolo 169 del nuovo codice della strada al comma 6, è quello di riferimento per chi viaggia in auto con il cane: “Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C."

In poche parole, se abbiamo un solo cane, può viaggiare in auto con noi, basta che non sia intralcio a chi guida; non deve stare in braccio o tra le gambe o saltellare tra un sedile e l’altro. La scelta è abbastanza ampia :

Trasportino/ kennel rigido

Cintura di sicurezza

Nel bagagliaio con divisorio



Trasportino o Kennel. Il trasportino è sicuramente il metodo migliore per trasportare il cane in macchina. Il cane deve però abituarsi gradualmente a stare chiuso dentro il kennel. Un corretto avvicinamento a piccoli passi porterà il cane a sentirsi sicuro e potrà considerare il trasportino un luogo di protezione dove potersi rilassare tranquillamente. Se fissata bene, questa struttura è anche utile per la sicurezza del cane in caso di una frenata improvvisa o un incidente. Ricordate di prendere la misura adatta al vostro cane.

Cintura di sicurezza. Le cinture di sicurezza per cani sono delle semplici imbragature. La maggior parte sono in nylon, vengono agganciate alle cinture già presenti nell’auto. Ne esistono di varie misure, a seconda della taglia del cane. Hanno chiusure universali che si adattano a tutte le tipologie di cinture di sicurezza presenti nei vari modelli di automobile. Vengono utilizzate agganciando il collare o la pettorina e quindi risultano estremamente comode. Il cane va tenuto sul sedile posteriore, e anche in questo caso è importante fare delle prove con l'animale per abituarlo prima dei viaggi lunghi.

Bagagliaio con una rete divisoria. È uno dei modi più usati, ma non quello più sicuro. Viaggiare in questo modo è a norma di legge e solitamente è anche il luogo della macchina che il cane preferisce; è facile abituarlo, perché ha un suo spazio magari con la sua copertina preferita o il suo cuscino. Esistono diversi tipi di rete divisorie che possono essere trovate nei migliori negozi per animali, le migliori sono quelle rigide.

Se il cane ha problemi in macchina. Se il vostro cane rifiuta di salire in auto, ha il respiro affannoso o l'ipersalivazione, ha i conati di vomito o vomita proprio o è semplicemente ansioso e inquieto quando sale in macchina, può essere un grosso problema. L’importante è che, fin dai primi giorni che avete il cane, anche se non ne avete necessità, lo abituiate alla macchina a piccoli passi. Le prime volte può essere difficile. Non mollate. Bisogna far sì che il cane capisca che la macchina è un posto come un altro dove si può rilassare, dove non ci sono pericoli. E che la macchina serve per raggiungere posti divertenti come un parco o un alto posto che a lui può piacere. Non riducete le uscite in macchina solo al veterinario perché potrebbe poi associare la macchina alla visita del veterinario che, naturalmente, non a tutti i cani piace. Iniziate con percorsi brevi, allungandoli pian pianino.
Non fatelo mangiare prima di partire, onde evitare che vomiti e non fatelo viaggiare con la testa fuori dal finestrino, il rischio di problemi alle orecchie è alto e comunque è pericoloso! Nei viaggi particolarmente lunghi fate delle soste frequenti per fargli sgranchire le gambe e farlo bere. Non lasciate mai il cane solo in macchina al sole, anche se per poco tempo; ricordatevi, inoltre, che, lasciando la macchina all’ombra, tornando potreste trovarla al sole. In sostanza, non lasciate il cane senza sorveglianza in macchina da solo.

Se non riuscite a superare il problema della macchina, rivolgetevi prima di ricorrere a farmaci, ad un educatore cinofilo che vi saprà aiutare.

 Fonte. Forli24ore.it

In vacanza con il cane: come portarlo in treno?



Se decidete di intraprendere un viaggio in treno con il vostro amico a quattrozampe sappiate che in Italia è possibile, basta seguire le istruzioni che dà Trenitalia consultabili anche sul loro sito. Ricordate sempre di portare con voi il libretto sanitario del cane in regola con le vaccinazioni e l’iscrizione all’anagrafe canina. Se si è sprovvisti, pagherete una multa e dovrete scendere dal treno!

Taglia. Per i cani di piccola taglia il trasporto è generalmente gratuito se custodito nel suo trasportino di dimensione non superiore a 70x50x30. Nei treni a scompartimento, i cani possono viaggiare accanto a noi sempre sorvegliati e purché i passeggeri dello scompartimento acconsentano, acquistando un biglietto ridotto a parte.

I cani di media/grande taglia possono viaggiare in treno solo se non arrecano disturbo e devono essere tenuti al guinzaglio e muniti di museruola con pagamento di un biglietto ridotto, altrimenti nel caso contrario è necessario prenotare tutto uno scompartimento come nel caso delle cuccette dei vagoni letto. Se si vuol viaggiare di notte e volete dormire, dovete quindi prenotare tutto uno scompartimento! Alcune variazioni possono esserci a seconda del tipo di treno; per esempio, un problema può essere sui treni regionali in quanto i cani possono viaggiare solo nel vestibolo o nella piattaforma dell’ultima carrozza, con esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì. Quindi, attenzione: chiedete sempre prima di acquistare un biglietto.



Posti a sedere. In nessun caso i cani ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ad altri viaggiatori e se arrecano disturbo l’accompagnatore del cane su indicazione del personale del treno è obbligato ad occupare un altro posto eventualmente disponibile o scendere dal treno.
Della serie: se trovi uno che odia i cani e non c’è altro posto disponibile, ti tocca, nella migliore dell’ipotesi, semplicemente cambiare posto, nella peggiore fare il viaggio in piedi da qualche parte in fondo alla carrozza; nella ipotesi più estrema, addirittura, potresti essere obbligato a scendere.

Carrozza bar. Nella carrozza ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali, fatta eccezione solo per i cani guida per i non vedenti, quindi se sei solo e hai fame o sete, portati un panino o spera che passi qualcuno degli addetti tra le carrozze e che ti fornisca ciò di cui tu hai bisogno.
I cani guida per non vedenti  giustamente possono invece viaggiare gratuitamente e senza alcun obbligo su tutti i treni.

Attenzione quindi alle variazioni che possono esserci a seconda del tipo di treno come per quello regionale: vi consiglio di consultare questo link in caso di partenza in treno, di solito i biglietti per i nostri amici a quattrozampe sono ridotti del 50 per cento
http://www.trenitalia.com/tcom/Offerte-e-servizi/Il-trasporto-degli-animali-domestici


Fonte : Forli24ore.it

Cani in aereo, quali sono le norme?


Premettiamo che un viaggio in aereo è stressante per il cane soprattutto se costretto a viaggiare in stiva, quindi se potete evitate, a meno che non dobbiate trasferirvi o stare via un lunghissimo periodo, o per esigenze particolare, ma evitate se potete questo stress e se potete lasciatelo a casa e affidatelo ad un dog sitter fidato o ad una pensione per cani. Quasi tutte le compagnie aeree consentono solitamente il trasporto di cani, ogni compagnia ha piccole regole diverse quindi è sempre opportuno programmare per tempo ed informarsi con largo anticipo.



Al momento della prenotazione dovremmo comunicare alla compagnia aerea la presenza del nostro compagno di vita, se la località da raggiungere è all’estero dobbiamo informarci anche sulle regole e formalità per l’ingresso del nostro cane nel paese perché in certi Stati l’introduzione di un animale prevede un periodo di quarantena , quindi sarebbe meglio per una vacanza evitare al cane una traumatica esperienza come la quarantena.  Per viaggiare il cane dovrà essere vaccinato contro le principali malattie, dovrà aver con sé il libretto sanitario e un certificato che attesti lo stato di buona salute. Tutte le compagnie aeree consentono ai cani di piccola taglia di viaggiare al nostro fianco purchè custoditi in gabbie o trasportino con il fondo impermeabile e di dimensioni adeguate , cioè che permettano al cane di girarsi e muoversi.



Di solito la maggior  parte delle compagnie accetta cani di piccola taglia che insieme al trasportino non superino i 10kg, altrimenti il cane dovrà viaggiare nella stiva e sarà imbarcato dallo scalo merci e viaggerà in gabbie apposite messe a disposizione dalla compagnia aerea, ma se possiamo, e scusate se lo  ripeto, ma evitiamogli questa esperienza. Di solito le misure standard per il trasportino massimo sono  46x25x31cm, ma possono variare a seconda delle norme della compagnia aerea.  Se viaggia in stiva assicuratevi prima dell’acquisto del biglietto  e della partenza che la stiva sia pressurizzata, riscaldata e illuminata per la sicurezza e per la salute degli animali. Portare i contenitori per cibo e acqua e rimanete il più possibile vicino al proprio cane se deve viaggiare in stiva.

Non so accettati animali in calore, in gravidanza e cuccioli inferiori ai 3 mesi
Per viaggiare in Europa viene rilasciato dal proprio veterinario un documento chiamato passaporto europeo che da diritto a viaggiare in tutti i paesi Europei : questo documento dichiara che il cane è in regola con le vaccinazioni, specialmente quella della rabbia , serve per identificare il cane tramite microchip e contiene tutti i dati anagrafici e altro per identificare l’animale compresa la foto.

Le nazioni che richiedono maggiori controlli e norme per l’ingresso di animali domestici sono il Regno Unito, lrlanda, Malta, Svezia, Argentina, Brasile e Panama. Informatevi prima mi raccomando!
Per portare con te il tuo cane è necessario acquistare un supplemento al costo del biglietto che varia a seconda del peso, del trasporto in cabina o in sitva e degli aereoporti di partenza e destinazione.

L’unica eccezione naturalmente riguarda i cani guida per i non vedenti che vengono imbarcati con il passeggero purchè muniti di museruola e guinzaglio ed il trasporto è gratuito e saranno imbarcati per primi.

Fonte: Forli24ore.it

martedì 7 luglio 2015

Attenzione ai wurstel e al cibo per cani: sono contaminati dai farmaci



L'allarme arriva dai dipartimenti di Veterinaria dell’Università di Torino: nei wurstel, negli hamburger e più in generale nei cibi da fast food, ma anche negli alimenti per cani e gatti sono presenti residui di farmaci.

I ricercatori dell’ateneo torinese, lavorando in collaborazione con gli atenei di Napoli e Potenza e con il centro Ricerca e Sviluppo della società Sanypet, hanno rilevato, in queste tipologie di prodotti, la presenza di residui di ossitetraciclina, un antibiotico che viene utilizzato abitualmente negli allevamenti zootecnici intensivi.

Lo studio, tutto italiano, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Poultry Science. Nella ricerca è stata evidenziata la pericolosità dei residui di ossitetraciclina che si trovano nei “sottoprodotti della macellazione”, i macinati d’osso, che una volta entrati nella catena alimentare “possono trasformare il cibo in un veleno per le cellule, in un fattore di intossicazione costante e progressiva”.

Secondo l’approfondimento curato dall’Università della Basilicata, l’ossitetraciclina agisce direttamente sul sistema immunitario con la formazione di sostanze che provocano processi infiammatori.

CHIHUAHUA: 8 COSE DA SAPERE SUI CANI PIÙ PICCOLI DEL MONDO



Quella del Chihuahua è in assoluto la razza di cane più piccola al mondo ma, al contrario di come si possa pensare, il suo fisico è robusto e ben compatto, tanto che questi 4 zampe sono tra i più longevi. Spesso adorato soprattutto dai vip (nostrani e non), è un cane dalle mille sfaccettature di cui le origini sono avvolte nel mistero. Se state pensando di prenderne uno o, più semplicemente volete conoscere meglio questa razza, ecco 8 curiosità che contribuiscono a fare di questi cagnolini “tascabili” degli amorevoli compagni di vita.

Per prima cosa, la storia dei Chihuahua è iniziata secoli fa. C’è chi afferma che il cane sia stato creato dai Techichi verso il XVII secolo, chi dice invece che la razza era presente già in epoca azteca. Alcuni paleontologi sostengono addirittura che questi cani risalirebbero al V secolo. Quello che, ad oggi, sembra essere l’unica certezza è l’origine del nome, ovvero lo stato messicano omonimo. Numero due: un Chihuahua di pura razza, se educato con fermezza, si rivelerà un amico docile e calmo, ma anche molto coraggioso e determinato. Tre: anche se il più piccolo cane nella storia è stato un Yorkshire Terrier, la più piccola razza del cane nel complesso è quella del Chihuahua.

Quattro: i Chihuahua vivono più a lungo di qualsiasi altro cane di razza (circa 20 anni). Cinque: l’American Kennel Club elenca più di 40 diversi colori e marcature del Chihuahua, tra cui nero, bianco e marrone chiaro, bianco, crema, cioccolato e rosso, solo per citarne alcuni. La razza è ufficialmente anche divisa in due gruppi di base (quelli a pelo lungo o corto). Sei: è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d’animo degli esseri umani con cui vive. E’ molto sensibile, abitudinario ed attento e non ama restare solo a lungo.



Sette: la razza Chihuahua è stata una delle prime ufficialmente riconosciute dall’American Kennel Club nel 1904. Otto: questi cani solitamente partoriscono 2/3 cuccioli per volta, ma nel settembre 2011, la Chihuahua Coco diede alla luce ben 10 bestiole. Il più piccolo dei suoi cuccioli pesava circa 70 grammi.

Fonte: Velvet pets

venerdì 26 giugno 2015

TOSARE IL CANE FA BENE? NUOCE ALLA SALUTE DELL’AMICO A QUATTRO ZAMPE



Spesso in estate si vedono cani tosati. Non solo sono bruttini alla vista, ma questo trattamento nuoce gravemente alla salute del nostro amico a quattro zampe. Infatti, oltre a sentire più caldo,  rischiano anche una scottatura. Quindi si ottiene l’effetto opposto a quello desiderato, oltre a rovinargli il pelo. Questo perché? l cane non ha ghiandole sudoripare sul corpo, ma solo sui polpastrelli, e del calore in eccesso si libera aumentando la ventilazione polmonare, ovvero ansimando.

“Liberargli la pelle perché possa traspirare meglio”, come spesso si sente dire, non ha alcun significato perché la pelle del cane non traspira. Invece, il nostro amico pelosetto si protegge dal caldo proprio grazie al pelo, evitando che il calore raggiunga la cute. Il mantello del cane è un efficacissimo termoprotettore, sia d’estate che d’inverno: toglierlo significa aumentare la possibilità di colpi di calore, perché il caldo arriverà alla cute che si troverà sprovvista delle sue naturali difese.


Fonte: Newsly

mercoledì 10 giugno 2015

9 ACCORGIMENTI PER CORRERE INSIEME AL TUO CANE.



E' una bella idea già praticata da molti. Oltre a farci bene aiuta a rafforzare la relazione fra l'animale e il padrone. Dobbiamo però preoccuparci della nostra salute e di quella del cane chiedendo, prima al nostro medico, se ci fa bene correre poi, al nostro veterinario, se il nostro cane può farlo insieme a noi senza nuocergli.

Alcune razze di cani che sono più portati a correre. I setter, ad esempio, hanno una predisposizione naturale perchè predisposti alla caccia e quindi anche alla corsa. Quelli con il muso schiacciato invece hanno più difficoltà perchè faticano nella respirazione, facciamo attenzione quindi a non sottoporli a sforzi.

1) La scelta del percorso è fondamentale. Se corriamo sull'asfalto è bene farlo solo quando non si superano i 22 gradi. Teniamo presente che i cani sono più vicini al suolo di noi quindi percepiscono prima il caldo. Comunque è sempre meglio scegliere un sentiero o una strada sterrata, meglio ancora un prato.

2) Riscaldiamoci. Iniziamo prima camminando, poi aumentando il ritmo del passo e poi corrriamo in modo di non far sforzi immediati. Sarebbe buono massaggiare prima le zampe del nostro amico come facesse uno stretching.

3) L'attreazzatura. E' bene utilizzare il guinzaglio a cintura elastico al posto del guinzaglio tradizionale che preme sulla tiroide.

4) La temperatura. Scegliere le giornate meno calde per agevolare la corsa.

5) Lo stile. Corriamo affiancati al nostro cane o un pochino indietro facendo attenzione al suo comportamento. Persone o altri animali potrebbero infastidirlo durante la corsa.

6) Le pause. Il cane non ha il senso della stanchezza, dobbiamo essere noi a riconoscere quando è il momento di fare una sosta; se notiamo una respirazione troppo affannata o una coda abbassata e meglio fermarsi un pò.

7) Cash Out. Quando ci si ferma non farlo mai di colpo ma gradatamente come si è iniziato e, rimassaggiare le gambe del nostro amico come fatto all'inizio della corsa.

8) L'idratazione. Prima di partire facciamo bere il nostro cane e rifacciamolo quando terminiamo la corsa ma con meno acqua.

9) L'incoraggiamento. E' molto importante, non dimentichiamo di fare i complimenti al nostro fido che si è allenato e ci ha fatto una buona compagnia.

martedì 9 giugno 2015

La rivincita dei cuccioli del Parrelli. Prima volta in spiaggia con i volontari della Lav



Una giornata speciale, fatta di tuffi, spruzzi e corse sulla sabbia, quella organizzata dalla LAV per suggellare la nuova vita dei cani provenienti dal canile Parrelli di Roma e raccontata in un video diffuso oggi dall’Associazione.
Protagonisti a quattro zampe del video “La loro prima volta al mare” sono Tequila, Devil, Nicolino, Giada e Bianchina, cinque dolcissimi cani che testimoniano la rinascita dei 218 animali, fino a qualche mese fa detenuti nella struttura romana, da anni al centro di denunce e sospetti per irregolarità e maltrattamenti e posta sotto sequestro dalla Magistratura nell’ottobre 2013. Per tutti loro, l’incubo è finito per sempre.
“Oggi portiamo al mare cinque dei cani tratti in salvo dal canile Parrelli – racconta Federica Faiella, Responsabile Adozioni LAV – E’ una giornata stupenda per noi, che testimonia il successo del percorso di recupero intrapreso: questi animali sono stati riabilitati alla vita, non hanno più paura di interagire con gli uomini, né con gli altri cani e sono pronti per essere inseriti in famiglia”.
“Se penso alla prima volta che li ho visti, alle condizioni in cui versavano, a come erano ridotti e ai loro sguardi disperati – continua Federica Faiella nel video diffuso dalla LAV – stento a riconoscerli. Quelli che vedo oggi sono altri cani, un vero miracolo.”
Ciascuno di questi animali, infatti, rappresenta un piccolo miracolo, reso possibile dall’impegno dello staff e dei volontari LAV e delle Associazioni Alfa e AVCPP. Grazie ai loro sforzi e alla loro determinazione, oggi Tequila è uscito dal tunnel della paura e del terrore, Giada finalmente si lascia accarezzare, Nicolino sguazza felice nell’acqua e Bianchina corre spensierata, lontana dai ricordi degli anni trascorsi al Parrelli.
Le immagini raccontano il felice epilogo di una situazione di gravissima costrizione per centinaia di cani e gatti, detenuti per oltre 20 anni in una struttura gravemente carente e gestita in modo inadeguato, causa di enormi sofferenze e, in alcuni casi, persino di morte, per molti animali.
Sono ben 218 i cani e gatti tratti in salvo in pochi mesi a spese della LAV, che ne ha curato il trasferimento presso strutture idonee e si è fatta carico delle cure veterinarie, spesso urgenti e salvavita. 103 animali sono già stati concessi in affido a persone e famiglie che li hanno accolti con sé, ma l’emergenza adozioni prosegue: Tequila, Devil, Nicolino, Giada, Bianchina e molti altri, sono stati riabilitati alla normalità e sono finalmente pronti per ricevere il calore di una vera casa.
La LAV è alla ricerca di famiglie speciali pronte a donare loro la vita che meritano:andate a conoscerli.


              


Fonte:RomaReport.it

lunedì 8 giugno 2015

Obblighi e doveri, "un cane educato ha un padrone educato"



Avere un cane implica una serie di doveri e responsabilità che è molto importante conoscere.  In questo articolo cercherò di fare chiarezza sulle varie leggi, sui doveri e sulle responsabilità. E’ nostro dovere provvedere alla salute del cane, a denunciare e registrare il cane all’apposita anagrafe, alla responsabilità che ricade sui padroni per i danni causati dal comportamento del proprio cane. Molti doveri sono imposti a tutela degli animali stessi, altri per prevenire danni e altri ancora sono la semplice applicazione di doveri di comportamento civico.
Il primo passo è registrare il cane all’anagrafe canina del comune di residenza;  se muore, se lo dai ad un altro, se cambi residenza segnalalo sempre all’anagrafe canina. E’ obbligatorio per legge dotare il cane di microchip di riconoscimento che ti sarà utile anche in caso di smarrimento. Il microchip  va inserito entro e non oltre il secondo mese di vita e viene inserito esclusivamente da un veterinario in ambulatorio. Sottoscrivete anche un’assicurazione per i cane, a volte è già compresa in quella del capofamiglia. Importante per tutelarvi in caso il cane causi danni. Educate il vostro cane in modo che possa vivere bene in un contesto urbano, se hai problemi rivolgiti ad un bravo educatore cinofilo che possa aiutarti.
Troppo spesso capita di camminare per la strada e notare una cacca di cane,   o peggio ancora di camminare in un prato e pestarne una e imprecare!. La legge parla chiaro: "E' fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei alla raccolta delle stesse" . 
Chi non rispetta questo obbligo sarà punito con una multa, il cui importo varia da comune a comune  dai 30 euro e può arrivare fino a 500 euro!  Quindi quando si esce di casa ricordarsi sempre di portarsi dietro gli appositi sacchetti per raccogliere gli escrementi del proprio cane e ricordarsi che si deve raccogliere anche se la fa nell’erba non solo per la strada! Una volta all’area sgambatura del centro cinofilo di Castrocaro si è presentata una persona che voleva iscriversi, non avevo ancora fatto in tempo a spiegare le regole, che mi dice: “ nell’erba non si raccoglie la cacca vero? “ Dopo aver spiegato con la dovuta calma il fatto di quanto sia importante non solo per un senso civico, ma anche per una questione di salute e pulizia raccogliere la cacca, la persona è rimasta comunque basita!  Un’altra volta una signora mi ha chiesto: “ ma la cacca la raccogliete voi vero?” Sì, certo come no!!! Grazie al nostro regolamento interno e al lavoro dei nostri volontari riusciamo a mantenere l’area sgambatura pulita e ordinata, ma che fatica farlo capire nonostante i cartelli e i sacchetti a disposizione.  Per colpa di padroni maleducati a volte le leggi comunali proibiscono l’accesso ai parchi dove ci sono anche bambini. Proprio a Forlì in questo periodo c’è una manifestazione pacifica davanti al parco urbano dove a cadenza settimanale si ritrovano in tanti col proprio cane per protestare sul fatto che i cani non possono entrare. 
Un’altra regola fondamentale è di non lasciare mai il vostro cane libero potrebbe disturbare o spaventare o far male a qualcuno senza volerlo, o qualcuno potrebbe fargli del male , usate sempre il guinzaglio, per legge è obbligatorio nelle aree urbane, nei luoghi aperti al pubblico , fatta eccezione per le apposite aree per cani.  Il guinzaglio non può essere più lungo di un metro e mezzo. Portate con voi sempre la museruola che è obbligatoria per legge e mettela su richiesta delle autorità o dove richiesto sui mezzi pubblici. Naturalmente ci sono delle eccezioni, infatti per i cani addestrati delle Forze dell’ordine, per quelli delle persone diversamente abili e per i cani utilizzati per la conduzione delle greggi  non è obbligatorio il guinzaglio.
Esiste anche la legge contro il maltrattamento degli animali. Per fortuna grazie alla protesta delle varie associazioni nazionali e la raccolta firme sono riusciti a bloccare il decreto legge di questo ultimo governo che prevedeva  la depenalizzazione per i reati contro i maltrattamenti e le uccisioni, quindi questi reati restano perseguibili d’ufficio e ogni forza dell’ordine è obbligata ad intervenire in caso di segnalazione .      Se vi capita che non vogliano intervenire li si può denunciare per omissione di atti di ufficio, quindi non esiste che si rifiutino di intervenire, come a volte sappiamo che accade. Se rifiutano denunciate. La cosa più triste è che nessuno di quei dementi (e mi trattengo coi termini) che maltrattano e uccidono non finiranno mai in galera, purtroppo le pene previste dalle leggi italiane consentono scappatoie a volte troppo facili, però rimane almeno possibile tentare un procedimento penale contro questi pezzi di merda e almeno liscia non la passano. 
In Emilia Romagna la legge sul benessere animale, per esempio , ha proibito l’uso della catena. Segnalate alla guardie zoofile se vedete ancora dei cani tenuti alla catena.
Altre leggi prevedono che i minori, i delinquenti abituali ed i pregiudicati non possano avere un cane di elevata aggressività. Sono vietati l’addestramento dei cani per esaltarne l’aggressività e la sottoposizione dei cani al doping.  

Fonte:Forlì24ore.it

venerdì 5 giugno 2015

SI PROSPETTA UN' ESTATE TORRIDA CON SUPER-CALDO: TUTELIAMO I NOSTRI PET



Quest'anno pare che il caldo arriverà prima del solito, viste anche le temperature di questi giorni abbiamo voluto anticipare i consigli utili per tutelare i nostri animali domestici, ovviamente invitiamo tutti i commercianti a mettere come al solito le ciotole d'acqua fresca fuori dai negozi. Ecco di seguito i consigli del decalogo AIDAA per aiutare i nostri animali a combattere il caldo.

LE REGOLE DA SEGUIRE
1 - Non lasciate mai un animale incustodito dentro l'auto:la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Con il caldo oltre i trenta gradi bastano solo 10 minuti per condannare il vostro animale a una morte certa ed orribile.
2 - Se vedete un animale rinchiuso da solo in un'auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita:chiamate immediatamente le forze dell'ordine ed un eventuale veterinario reperibile, nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all'interno per bagnare l'animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.
3 - Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all'ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore chiamate immediatamente il veterinario.
4 - Evitare le passeggiate con il vostro cane nelle ore più torride della giornata preferendo le prime ore del mattino o l'imbrunire e portare sempre con se una bottiglietta di acqua ed una ciotola. Evitare di far fare attività sportiva al cane nelle giornate piu calde.
5 -Scottature Solari. Anche per i cani e i gatt vale il discorso per le scottature solari. In caso di giornate particolarmente calde applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche degli animali quali la punta delle orecchie prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia.
6 - Acquario. Tenete l'acquario fuori dal sole diretto e cambiare l'acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Se avete un laghetto in giardino con dei pesci ricordate di riempirlo regolarmente nelle ore serali per compensare l'acqua evaporata e sostituire l'ossigeno andato perso.
7 -Animali in gabbia. Mai lasciare il canarino o i criceti al sole diretto, posizionate la gabbia in luogo ombreggiato, arieggiato e fresco.
8 - Pulci e Zecche - Con le alte temperature non mancheranno di far visita a fido e micio le pulci, le zecche e gli acari, controllate quindi regolarmente il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. Applicate preventivamente un antiparassitario. Se vi sono particolari problemi di pelle o pelo consultate il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare prodotti.
9 - Lettiera. E' fondamentale controllare ogni giorno gli animali per verificare che non vi siano uova di mosche sul pelo di cavie, conigli e cani. Tenete ben pulito e disinfettato con prodotti non nocivi per l'animale i luoghi dove vive e sopratutto cambiate almeno due volte la settimana la lettiera o il fondo della "sua casa".
10 - Lavori di Giardinaggio. Il vostro giardino è popolato di fauna selvatica, quali lucertole, ricci, rane e biscie che sono assolutamente innoqui per l'uomo ma utili per il micro ecosistema del vostro giardino. Prima di effetturare i lavori con il tosarba o distribuire pesticiti pensate alla loro salvaguardia. E soprattuto prima di accendere un fuoco smuovete sempre il materiale che intendete bruciare in quanto questi animali spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o i rifiuti in giardino eviterete di bruciare anche loro.

11 – Se avete animali in sovrappeso prima di cambiare dieta, consultate sempre il vostro veterinario di fiducia.

Fonte:AIDAA

sabato 30 maggio 2015

Forasacchi: un pericolo estivo da non sottovalutare



Uno dei pericoli a cui maggiormente possono andare incontro i nostri amici animali nel periodo estivo sono i cosidetti forasacchi. Questi sono le ariste delle spighe di diversi tipi di graminacee. Possono sembrare innocue ma, in realtà, possono rappresentare un pericolo per il cane che non va sottovalutato e che in alcuni casi può portare anche alla morte dell’animale. In estate, infatti, i forasacchi diventano secchi e possono conficcarsi nella pelle o nelle mucose del cane durante passeggiate nei campi, nelle zone verdi o ovunque siano presenti queste graminacee. Una volta li i forasacchi si insinuano sempre più in profondità arrivando a scavare veri e propri tragitti fistolosi. Le localizzazioni più comuni e meno pericolose sono rappresentate da naso, orecchie, occhi e spazi interdigitali in quanto queste tre zone sono particolarmente esposte e permettono alle ariste di rimanere all’interno senza la possibilità di uscire a causa della loro particolare conformazione. Molto più pericolosa è invece la localizzazione polmonare, infatti il forasacco può attraversare il parenchima polmonare, bucare la pleura e migrare in tutto il corpo, la posizione finale più frequente solitamente sono i muscoli sottolombari. Possono rinvenirsi anche in altre localizzazioni come la mucosa orale, anale o vaginale.

SINTOMI

I sintomi dipendono molto dalla localizzazione del corpo estraneo. Se il forasacco si localizza a livello delle orecchie, avremo delle otiti con conseguente scuotimento della testa o forte grattamento. Se invece si trova negli spazi interdigitali, possiamo trovare una zampa gonfia, calda e dolente, con una zoppia che può essere di 1°, 2° o 3° grado e una fistola interdigitale dal quale esce materiale purulento. Gli starnuti invece caratterizzano la localizzazione della mucosa nasale, l’animale cerca attraverso questo gesto di espellere il corpo estraneo, spesso senza riuscirci. Può esserci anche presenza di sangue. Negli occhi invece il sintomo più frequente è una forte congiuntivite con possibile ulcere e quindi la presenza di scolo oculare che può essere chiaro o scuro.

Come abbiamo già accennato prima la localizzazione più pericolosa è quella polmonare. Spesso questa posizione è tipica dei cani da caccia, in quanto correndo spesso in mezzo ai campi a bocca aperta e respirando frequentemente possono andare incontro a questo. I sintomi si riferiscono a tosse che può scomparire nel momento in cui il forasacco migra fino ai muscoli sottolombari, qui formerà una sacca contenente pus che darà dolore all’animale. Nei casi più gravi durante la migrazione dal polmone ai muscoli sottolombari l’animale può anche venire a morte.

DIAGNOSI e TERAPIA

La diagnosi si basa sulla visione del forasacco e la terapia è quindi l’eliminazione del corpo estraneo. Alcuni cani molto mansueti permettono la rimozione del forasacco da orecchie, naso e spazi interdigitali anche da svegli ma nella maggior parte dei casi bisogna addormentare l’animale. Per la diagnosi polmonare è invece necessaria una vera e propria broncoscopia in anestesia e contemporanea rimozione. Nelle localizzazioni sottolombari è necessario invece l’intervento chirurgico coadiuvato dall’aiuto di un bravo ecografista.

Quindi in questo periodo dell’anno fate molta attenzione ai prati appena tagliati perchè l’insidioso forasacco è dietro l’angolo.

Fonte: VetClick

giovedì 21 maggio 2015

Cane: come prevenire i colpi di calore



Magari a qualcuno può sembrare strano, ma l'ipertermia ovvero l' aumento eccessivo della temperatura corporea, comunemente nota come "colpo di calore" può colpire anche i nostri amici a quattro zampe, soprattutto quelli che vivono all'aria aperta, quindi nei giardini o comunque in luoghi non al riparo dal sole e dall'afa che durante la stagione estiva tende a raggiungere livelli altissimi.
Purtroppo a differenza degli umani, il cane non ha la possibilità di farci capire che sta soffrendo o che sta male per il troppo caldo, quindi resta a noi il difficile compito di interpretare il suo malessere.
Con questa guida, su come prevenire i colpi di calore, cercherò appunto di fornirvi alcuni suggerimenti per mettere in atto una strategia preventiva e riparativa.

I cani maggiormente a rischio sono quelli ancora cuccioli, quelli più anziani, quelli in sovrappeso, quelli che non sono abituati all'esercizio fisico e quelli che soffrono già di alcune patologie croniche, come ad esempio i disturbi respiratori. Ciò non significa che tutti gli altri possono tranquillamente restare sotto il sole o in ambienti particolarmente afosi, ma soltanto che con questi appena citati bisogna prestare particolare attenzione in quanto il rischio che il colpo di calore diventi mortale è alto. 
Bisogna tener conto che la temperatura di un cane è di 40-43 gradi, quindi anche se fuori ce ne sono 30° con un tasso molto alto di umidità, il corpo avverte una temperatura di 40°; pertanto il cane si indebolisce e può avere un collasso, fino ad arrivare al coma.
Nei casi più gravi, il cane può anche morire!

SINTOMI
È bene sapere che a differenza degli uomini, i cani anche se esposti al sole non sudano la pelle, ma ansimano e sudano solo il naso e lezampe. Ciò significa che non potendo espellere il calore accumulato, la temperatura del corpo tende a salire, fino a provocare dei danni al sistema cellulare e agli organi. Se non si interviente in tempo, tali danni possono essere irreversibili. 
Come fare per capire quando il nostro cane sta davvero male? Ecco quindi un elenco di sintomi che ci devono far preoccupare:
1. Il cane affanna faticosamente;
2. Si pone in posizione supina e non risponde ai nostri comandi;
3. Le mucose della bocca sono secche;
4. Le gengive e gli occhi sono particolarmente arrossati;
5. La salivazione è molto densa;
6. Infine il cane sviene o sembra disorientato.
Con questi segni evidenti, bisogna intevenire immediatamente.

COSA FARE?
Per prima cosa bisogna allontanare il cane dal luogo di calore e spostarlo al riparo dal caldo in un posto fresco ma non freddo; misurargli la temperatura rettale e verificare che essa non superi i 40°. Se così fosse, allora è opportuno rinfrescare il corpo del cane con impacchi di acqua e aceto, in quanto questi 2 liquidi hanno la caratteristica di attirare il calore in eccesso, oppure in mancanza, solo acqua fresca, soprattutto le zampe. Rimisurare ancora la temperatura per vedere se essa scende al di sotto dei 39°. A questo punto potete smettere di raffreddare il suo corpo. Fate bere al vostro animale un po' d'acqua ma senza forzarlo ad aprire la bocca, se non vuole. 
Infine, portate il vostro cane da un veterinario per assicurarvi che non vi siano stati ulteriori danni.

Tuttavia con un po' di buon senso e attenzione è possibile evitare che ciò accada. 
È necessario non lasciare mai il cane in auto con i finestrini chiusi, per troppo tempo; non lasciarlo in giardino sotto il sole senza alcuna possibilità di riparo; evitate di farlo stancare troppo quando fa eccessivamente caldo; fornitegli sempre una o più ciotole d'acqua fresca nelle vicinanza della sua cuccia. In ogni caso evitate assolutamente il ghiaccio o di esporlo ad aria condizionata o correnti fredde, perché potreste causargli uno shock ancora più grave.