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martedì 21 luglio 2015

Quel pollo “malato” che finisce nelle ciotole di cani e gatti




Che il pollo fosse uno degli animali più sfruttati a livello di allevamenti intensivi, vista la sua economicità (per produrre un kg di carne bastano 1,3 kg di mangime), già si sapeva. Ma che questo potesse avere delle conseguenze devastanti sulla salute di chi se ne nutre è stato dimostrato ora. Grazie a una ricerca condotta dai dipartimenti di Veterinaria dell’Università di Torino in collaborazione con altri ricercatori di atenei italiani, tra cui il dipartimento di Scienzedell’Università della Basilicata, e con il Centro Ricerca & Sviluppo SANYpet, azienda specializzata nella produzione di alimenti dietetici per cani e gatti.

I risultati, appena pubblicati su Poultry Science, rivista internazionale accreditata in ambito veterinario, mostrano come l’ossitetraciclina, residuo di un farmaco che si accumula nelle ossa dei polli (ma anche di tacchini e maiali), causi un vero e proprio processo di morte cellulare.

Che a livello clinico si traduce in diffuse patologie che colpiscono i nostri animali da compagnia, come spiega il medico veterinario Sergio Canello: «L’organismo ha due modi di reagire alle sostanze tossiche che ingerisce: con processi infiammatori (gastrititi, cistiti, otiti, ecc…) che funzionano come inceneritori per distruggere gli elementi dannosi, o con meccanismi di eliminazione (vomito, diarrea, lacrimazione)».

 Ma come è possibile che nelle ciotole dei nostri animali finiscano sostanze tossiche farmacologicamente attive in concentrazioni fino a dieci volte superiori rispetto ai limiti di legge?

«È inevitabile che si sviluppino numerose patologie nel momento in cui si allevano migliaia di animali in spazi ridottissimi; per trattarle vengono somministrati ai polli antibiotici, come le tetracicline, che di per sé sono innocui per chi ne mangerà la carne, anche perché la legge richiede che entro 10/14 giorni prima della macellazione non vengano somministrati farmaci agli animali. Il problema è che questi antibiotici si accumulano e si fissano all’osso, che è una parte considerata non edibile ma che in realtà viene tritata per produrre le farine di carne alla base del cibo per cani e gatti».

 Ci sono rischi anche per l’uomo?

«Potenzialmente sì: ci sono macchine che grattano le ossa degli animali macellati per staccare i residui di carne che vi sono rimasti attaccati e in questo modo anche parte dell’osso stesso finisce nel macinato che viene poi usato per produrre wurstel, hamburger, crocchette di pollo e insaccati».


Una nota positiva: per quanto riguarda cani e gatti, basta eliminare tali alimenti nocivi per far scomparire in brevissimo tempo più dell’80 per cento delle patologie più diffuse che li colpiscono. Ma il campanello d’allarme sta suonando: se non per ridurre le sofferenze animali, fate attenzione all’allevamento intensivo almeno per la vostra salute.


Fonte: Corriere della Sera

martedì 7 luglio 2015

CHIHUAHUA: 8 COSE DA SAPERE SUI CANI PIÙ PICCOLI DEL MONDO



Quella del Chihuahua è in assoluto la razza di cane più piccola al mondo ma, al contrario di come si possa pensare, il suo fisico è robusto e ben compatto, tanto che questi 4 zampe sono tra i più longevi. Spesso adorato soprattutto dai vip (nostrani e non), è un cane dalle mille sfaccettature di cui le origini sono avvolte nel mistero. Se state pensando di prenderne uno o, più semplicemente volete conoscere meglio questa razza, ecco 8 curiosità che contribuiscono a fare di questi cagnolini “tascabili” degli amorevoli compagni di vita.

Per prima cosa, la storia dei Chihuahua è iniziata secoli fa. C’è chi afferma che il cane sia stato creato dai Techichi verso il XVII secolo, chi dice invece che la razza era presente già in epoca azteca. Alcuni paleontologi sostengono addirittura che questi cani risalirebbero al V secolo. Quello che, ad oggi, sembra essere l’unica certezza è l’origine del nome, ovvero lo stato messicano omonimo. Numero due: un Chihuahua di pura razza, se educato con fermezza, si rivelerà un amico docile e calmo, ma anche molto coraggioso e determinato. Tre: anche se il più piccolo cane nella storia è stato un Yorkshire Terrier, la più piccola razza del cane nel complesso è quella del Chihuahua.

Quattro: i Chihuahua vivono più a lungo di qualsiasi altro cane di razza (circa 20 anni). Cinque: l’American Kennel Club elenca più di 40 diversi colori e marcature del Chihuahua, tra cui nero, bianco e marrone chiaro, bianco, crema, cioccolato e rosso, solo per citarne alcuni. La razza è ufficialmente anche divisa in due gruppi di base (quelli a pelo lungo o corto). Sei: è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d’animo degli esseri umani con cui vive. E’ molto sensibile, abitudinario ed attento e non ama restare solo a lungo.



Sette: la razza Chihuahua è stata una delle prime ufficialmente riconosciute dall’American Kennel Club nel 1904. Otto: questi cani solitamente partoriscono 2/3 cuccioli per volta, ma nel settembre 2011, la Chihuahua Coco diede alla luce ben 10 bestiole. Il più piccolo dei suoi cuccioli pesava circa 70 grammi.

Fonte: Velvet pets

venerdì 26 giugno 2015

LA FIDANZATA È CATEGORICA: "O ME O IL CANE". E LUI SCEGLIE LA SUA PICCOLA CUCCIOLA DI BEAGLE



La sua fidanzata non è amante dei cani e chiede di scegliere tra lei e la piccola Molly, una dolce beagle. Un uomo americano di Roanoke, in Virginia, ha così messo un annuncio in rete, stupendo però tutti gli utenti. 



L'annuncio su Craigslist

«Gratis a quelli che gli daranno una casa», esordisce il suo annuncio su Craigslist, poi continua: «E’ una purosangue, viene da una zona ricca e abbiamo condiviso 4 anni della nostra vita. Le piace giocare, è addestrata. A volte rimane sveglia tutta la notte. Mangia solo cibo costoso, ma vi saluterà con affetto al ritorno da una dura giornata di lavoro. Se qualcuno è interessato alla mia fidanzata 30enne, egoista e cattiva, venga a prendersela. Io e il mio cane vogliamo di nuovo la casa libera».

L'uomo sceglie la sua cagnolina, lasciando con un annuncio in rete la fidanzata piuttosto egoista.
Non ci sono notizie, come riporta anche il Mirror, sulla fine di questa storia. Non si sa se la donna sia rimasta insieme al compagno dopo l'annncio o se la relazione è giunta al capolinea, una cosa però è certa, la piccola Molly resterà a casa con il suo affettuoso padrone.


Fonte.Leggo