Visualizzazione post con etichetta Canili Lager. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Canili Lager. Mostra tutti i post
martedì 18 agosto 2015
Ancona, denunciato il titolare di un canile La Forestale: ha truffato quattro Comuni
Il titolare di un canile è stato denunciato per truffa aggravata, maltrattamento e abuso di professione.
Gli agenti della Stazione forestale di Senigallia, coordinati dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Ancona Dr. Paolo Gubinelli, nel corso di oltre otto mesi di indagine hanno acquisito documentazione e testimonianze comprovanti gravi reati a carico di un senigalliese titolare di un canile in provincia di Ancona. Gli agenti hanno accertato una truffa da oltre 35.000 euro, percepiti indebitamente dal titolare del canile, a danno di quattro comuni, i quali pagavano rette salate per cani non presenti in canile, poichè affidati in adozione da mesi a privati. Tra i comuni truffati, il comune di Roseto degli Abruzzi risulta aver liquidato fatture gonfiate per oltre 30.000 euro, mentre somme piú contenute sono state indebitamente fatturate ai comuni di Ascoli Piceno, Senigallia e Cerreto d'Esi. Altrettanto gravi sono le accuse mosse a carico del titolare del canile per quanto concerne il benessere degli animali, infatti dalle prove documentali e testimoniali acquisite è emerso che i cani venivano alimentati irregolarmente e lasciati a digiuno soprattutto nei giorni di festa, ed in almeno due casi, cani malati sono morti per non essere stati adeguatamente curati. Ad aggravare ulteriormente la posizione del titolare del canile sono le prove acquisite in merito alla consueta somministrazione di farmaci disposta dal titolare a personale dipendente privo della necessaria qualifica professionale. L'indagato rischia pene fino a cinque anni di reclusione previste per il reato di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, pene che potrebbero essere ulteriormente incrementate nel caso in cui saranno accertate in sede dibattimentale anche le responsabilità per le altre fattispecie contestate.
Fonte: Corriere Adriatico
Etichette:
Business animali,
Business canili,
Canili Lager,
Maltrattamento cani
mercoledì 29 luglio 2015
Gessate, scoperto allevamento lager di cani: denunciato cacciatore pluricampione
Scoperti a Gessate, in provincia di Milano, 65 cani tenuti in strutture abusive e fatiscenti, cuccioli morti, fattrici con cuccioli tenuti al buio totale senza acqua e cibo
Scoperti a Gessate, in provincia di Milano, 65 cani tenuti in strutture abusive e fatiscenti, cuccioli morti, fattrici con cuccioli tenuti al buio totale senza acqua e cibo. La notizia è giunta dal portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, che rende pubblica la scoperta del lager di proprietà di un cacciatore pluricampione del mondo di razza. I cani sono stati portati in salvo.
Il 65enne, proprietario del lager, è stato denunciato per maltrattamento animale, somministrazione di farmaci scaduti, esercizio abusivo di professione, abuso edilizio, resistenza a pubblico ufficiale. I cani sono stati prelevati nel corso di tutta la notte del 27 luglio e trasportati in una struttura idonea, in attesa delle direttive da parte del magistrato.
«Un ringraziamento dovuto va all'arma dei carabinieri - scrive Bernini - che non solo ogni giorno si occupa della sicurezza dei cittadini, ma sempre più spesso viene da noi interpellata e, in qualità di Autorità di Pg super partes, si presta con impegno e responsabilità in controlli che dovrebbero spettare ad altri corpi preposti. Non a caso, gli interventi con i carabinieri portano sempre ad esiti positivi, a differenza di controlli eseguiti da differenti autorità».
Fonte: QN
martedì 7 luglio 2015
Grottaferrata: sul canile scoppia un gran casino
GROTTAFERRATA - Nei giorni scorsi l'assegnazione provvisoria del servizio ad un canile di Caserta. Scardecchia: "Vogliamo vederci chiaro e vogliamo garanzie per i nostri cani e per i soldi dei cittadini". L'assessore Passini: "Qualche dubbio sul trasferimento in Campania"
Nei giorni scorsi, a seguito di regolare gara espletata attraverso un bando, il Comune di Grottaferrata ha provveduto ad aggiudicare ad un canile della provincia di Caserta la gestione dei propri animali randagi. Una gara che ha visto due soli partecipanti: il soggetto che ha gestito fino ad oggi i circa 25 cani grottaferratesi, la Fattoria di Tobia, e appunto il vincitore del bando.
Sulla questione però in queste ore scoppia la polemica perché il consigliere del Movimento 5 Stelle, Maurizio Scardecchia, sta per protocollare un'interpellanza nella quale chiede chiarimenti su quanto si sta facendo. "Abbiamo mille dubbi su questa assegnazione - dice il consigliere di minoranza -, dubbi legati soprattutto al fatto che il canile in questione si trova a quasi 200 chilometri di distanza da Grottaferrata". L'assegnazione del servizio sarebbe stata fatta per il momento in via "temporanea" in attesa di una ulteriore e puntuale verifica dei requisiti da parte del vincitore.
Ai cittadini grottaferratesi, comunque, la trattenuta nel canile dei propri cani randagi costerà nel prossimo biennio circa 36.500 euro all'anno, più le spese per il trasferimento dei cani da Grottaferrata a Caserta. Un importo, quello di 36.500 euro, che avrebbe anche permesso probabilmente l'affidamento diretto del servizio.
"La questione non ci è chiara - dice ancora Scardecchia -. Con i cani così lontani si rischia di perdere il controllo degli animali. Pretendiamo un censimento dei cani che saranno trasferiti a Caserta ma anche un monitoraggio costante delle loro condizioni di salute e, soprattutto, vogliamo che il Comune di Grottaferrata attrezzi un portale con le foto dei cani dove eventuali cittadini intenzionati all'adozione possano accedere per vederli". Insomma, a destare preoccupazione è proprio la difficoltà di controllo diretto. "Chi ci assicura altrimenti che in caso di decesso, faccio un'ipotesi, il microchip del cane deceduto non venga installato su un altro animale e i cittadini di Grottaferrata si trovino a pagare per cani non propri?".
A seguire la questione con attenzione è però anche l'assessore Francesca Maria Passini che, comunque fuor di delega (la competenza alla Tutela degli animali non è stata ufficialmente assegnata dal sindaco ad alcun assessore), sta seguendo l'evolversi della vicenda. "Sono un'amante degli animali e delle cose ben fatte e sto seguendo con molto interesse questa storia. Desidero che tutto venga fatto nel miglior modo possibile: quella di Grottaferrata è una comunità fatta di molti cittadini che hanno animali in casa e che quindi sono sensibili al tema. Ci adopereremo per essere effettivamente sicuri che gli animali siano trattati bene e che comunque il vincitore del bando abbia effettivamente tutti i requisiti necessari". Qualche dubbio legittimo sul trasporto da Grottaferrata a Caserta, comunque a carico del Comune criptense. "Voglio capire se gli animali che oggi sono ospitati nel canile in concessione siano in grado di affrontare, sopratutto in questa stagione, un viaggio impegnativo fino a Caserta". Ma poi: con quali mezzi verranno trasferiti gli animali? A quale costo?
In queste ore qualcuno ha anche ipotizzato la non facile strada dell'annullamento di un bando predisposto con la supervisione della comandante della polizia locale di Grottaferrata, Maria Letizia Scuderini. Un bando che, a quanto pare, è piaciuto poco anche a "Grottaferratafido", l'associazione
presieduta dall'attivissimo Mauro Porleri che - anche attraverso l'incarico fiduciario assegnato dal sindaco a Roberta Covizzi - è incaricata del recupero e della prima assistenza degli animali randagi.
Insomma, l'affaire canile scalda le stanze di palazzo Consoli. Già roventi per questioni climatiche e non solo.
Fonte: Il Mamilio.it - l'informazione del Castelli Romani
sabato 30 maggio 2015
Bernini dei 5 Stelle: "Vi spiego io la storia del canile-lager"
Ai sensi della Legge sulla stampa e dopo la pubblicazione dell'articolo: "La strana storia del canile messo alla gogna dai grillini", riceviamo la richiesta di Paolo Bernini, parlamentare di M5s, di pubblicare la sua ricostruzione dei fatti della medesima vicenda. Cosa che facciamo. Di seguito il testo che ci ha inviato Bernini.
Si è svolto un altro blitz del portavoce parlamentare Paolo Bernini coadiuvato dal Presidente di EITAL Antonio Colonna presso un rifugio canile/gattile privato di Castelbaldo in provincia di Padova.
La struttura, dal 2007, non è mai stata autorizzata ufficialmente nonostante alcune ispezioni della Asl competente non avessero rilevato alcuna problematica e nonostante anche il sindaco – che, per legge, è la massima autorità sanitaria sul territorio - fosse pienamente a conoscenza dell’esistenza del canile-gattile degli orrori.
Al suo interno oltre 100 gatti e 50 cani che la veterinaria presente al blitz, (da sottolineare che è sempre molto difficile trovare veterinari disponibili che ci mettono la faccia) nominata quindi ausiliario di polizia giudiziaria, ha definito in precarie condizioni di salute e per oltre il 40% degli animali ha previsto necessari interventi di urgente ospedalizzazione.
Nella struttura sono stati rinvenuti: cani e gatti agonizzanti, altri infestati da piaghe e parassiti, rinchiusi in container sporchi e malsani, pieni di escrementi e urine, animali affetti da malnutrizione diffusa e condizioni di tremendo abbandono. E’ stata rilevata inoltre la presenza di numerosi cadaveri di cani e gatti all’interno di 3 congelatori.
“A seguito di una dettagliata segnalazione siamo intervenuti in questa struttura che, per le sue caratteristiche e per quanto è stato riscontrato dai carabinieri e dal veterinario, non esito a definire il canile-gattile degli orrori - dichiara il parlamentare pentastellato Paolo Bernini che prosegue: “La struttura e gli animali sono stati immediatamente posti sotto sequestro preventivo, grazie alla straordinaria azione del Comandante dei Carabinieri Valerio Caridi che ringrazio in modo particolare per la sua disponibilità e per l’azione tempestiva, agendo per quanto le normative vigenti prevedono, e consentendo di cristallizzare una situazione di grave emergenza sanitaria e dai numerosi risvolti penali e non solo a carico della gestrice.
Se questo ottimo coordinamento fosse di routine, probabilmente ogni situazione critica come questa sarebbe, come dovuto, assicurata alla Giustizia. Infatti, la struttura non ha alcuna autorizzazione né del Sindaco, né Asl, è quindi una struttura abusiva di cui però tutti erano a conoscenza. Ciò che è evidente è che le autorità competenti –secondo quanto la normativa prevede - non hanno agito come dovuto, ponendo quindi in essere una serie di comportamenti evidentemente omissivi e consentendo, in tal modo, che una persona presumibilmente affetta da disturbo del “collezionista” (grave disturbo ossessivo compulsivo) agisse in modo inaccettabile, anche grazie alla compiacenza di alcuni presunti pseudo-animalisti i quali affidavano alla signora i randagi.
Questo è un tipico esempio di come una buona normativa che – seppur migliorabile, come noi stiamo facendo grazie al mio staff tecnico con cui a breve presenteremo le proposte di revisione e aggiornamento della legge 281/91 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”- è completamente disattesa proprio da chi ha il compito di applicarla, con la compiacenza di associazioni pseudo animaliste e protezioniste.
E’ il sistema che vige in Italia e che con il mio staff abbiamo intenzione innanzi tutto di dimostrare, a fronte del Ministero della Salute che continua a negare l’esistenza di una reale emergenza per il mancato rispetto dei basilari principi di benessere animale (dagli allevamenti di maiali ai canili) e soprattutto abbiamo intenzione di smantellare per sempre, pretendendo che le buone leggi che ci sono siano applicate e che i fondi pubblici siano investiti correttamente: per la tutela degli animali, per sviscerare le collusioni a vari livelli e che consentono alla malavita organizzata di arricchirsi per la gestione di canili lager, per smascherare alcune associazioni di tutela e animaliste ( o pseudo tali) che hanno tutto l’interesse a che questa situazione di caos prosegua e che gli obiettivi della norma non siano mai raggiunti. Tutto sulla pelle degli animali.
Non abbiamo più bisogno di un certo pietismo pseudo animalista, non giova alla causa e soprattutto diventa complice di queste situazioni inaccettabili. Abbiamo bisogno di esperti, di tecnici, di veterinari e di personale professionalizzato, tutti dall’elevato senso etico e che siano in grado di gestire un fenomeno che nel nostro Paese è e rimane una “piaga maleodorante” e uno scandalo, proprio perché le norme non sono applicate e la collusione è evidente ad ogni livello. Nessuno escluso.
Gli animali del lager saranno ospitati presso strutture già localizzate ma per cui sussiste l’esigenza di affidi familiari. Molti animali, in questo momento, sono condotti presso cliniche veterinarie e avranno bisogno di terapie e di una nuova prospettiva di vita. Per questo chiedo di far pervenire le richieste di affido che saranno adeguatamente vagliate all’email: sos.animali.5stelle@gmail.com
Paolo Bernini
Fonte: QN
Iscriviti a:
Post (Atom)


