Visualizzazione post con etichetta Educatore cinofilo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Educatore cinofilo. Mostra tutti i post

martedì 7 luglio 2015

CHIHUAHUA: 8 COSE DA SAPERE SUI CANI PIÙ PICCOLI DEL MONDO



Quella del Chihuahua è in assoluto la razza di cane più piccola al mondo ma, al contrario di come si possa pensare, il suo fisico è robusto e ben compatto, tanto che questi 4 zampe sono tra i più longevi. Spesso adorato soprattutto dai vip (nostrani e non), è un cane dalle mille sfaccettature di cui le origini sono avvolte nel mistero. Se state pensando di prenderne uno o, più semplicemente volete conoscere meglio questa razza, ecco 8 curiosità che contribuiscono a fare di questi cagnolini “tascabili” degli amorevoli compagni di vita.

Per prima cosa, la storia dei Chihuahua è iniziata secoli fa. C’è chi afferma che il cane sia stato creato dai Techichi verso il XVII secolo, chi dice invece che la razza era presente già in epoca azteca. Alcuni paleontologi sostengono addirittura che questi cani risalirebbero al V secolo. Quello che, ad oggi, sembra essere l’unica certezza è l’origine del nome, ovvero lo stato messicano omonimo. Numero due: un Chihuahua di pura razza, se educato con fermezza, si rivelerà un amico docile e calmo, ma anche molto coraggioso e determinato. Tre: anche se il più piccolo cane nella storia è stato un Yorkshire Terrier, la più piccola razza del cane nel complesso è quella del Chihuahua.

Quattro: i Chihuahua vivono più a lungo di qualsiasi altro cane di razza (circa 20 anni). Cinque: l’American Kennel Club elenca più di 40 diversi colori e marcature del Chihuahua, tra cui nero, bianco e marrone chiaro, bianco, crema, cioccolato e rosso, solo per citarne alcuni. La razza è ufficialmente anche divisa in due gruppi di base (quelli a pelo lungo o corto). Sei: è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d’animo degli esseri umani con cui vive. E’ molto sensibile, abitudinario ed attento e non ama restare solo a lungo.



Sette: la razza Chihuahua è stata una delle prime ufficialmente riconosciute dall’American Kennel Club nel 1904. Otto: questi cani solitamente partoriscono 2/3 cuccioli per volta, ma nel settembre 2011, la Chihuahua Coco diede alla luce ben 10 bestiole. Il più piccolo dei suoi cuccioli pesava circa 70 grammi.

Fonte: Velvet pets

mercoledì 1 luglio 2015

Parli al tuo cane? Lui prova davvero a capirti. Uno studio lo dimostra



Un cane diventa da subito una parte integrante della propria famiglia e come tale viene trattato dai suoi padroni. In un qualsiasi rapporto, che sia di amicizia o di semplice conoscenza, la parola è il mezzo di comunicazione fondamentale utilizzato dagli uomini. Anche quando ci si rivolge al proprio cane, però, si finisce per utilizzare il nostro linguaggio come se ci stessimo rivolgendo ad un nostro simile.

L’impressione, però, è quella che il nostro cane possa capirci davvero e comprenda quanto gli diciamo, sebbene nel nostro linguaggio. Ma è davvero così o si tratta soltanto di suggestione? Secondo un recente studio pubblicato su Current Biology pare proprio di si. Il nostro cane cerca davvero di capire quanto gli stiamo dicendo ed in un certo senso ci riesce.

La ricerca

Secondo quanto provato da una ricerca scientifica pare proprio che il cervello dei nostri cani cerchi di elaborare il linguaggio dei propri padroni. Per cercare di elaborare quanto detto dai propri padroni i cani utilizzano i due emisferi del cervello. Il sinistro si attiva per analizzare i contenuti fonemici che risultano più familiari, mentre quello destro si concentra di più sul tono e sul ritorno della comunicazione. Le due informazioni che ne derivano consentono al nostro cane di poter capire ciò che gli diciamo, sebbene ovviamente non parola per parola.



Il test

I ricercatori dell‘Università del Sussex hanno realizzato dei test su 250 cani per cercare di capire come questi reagissero alle parole degli umani.

Quando si parla al proprio cane questo solitamente tende a ruotare la testa a destra ed a sinistra. I precedenti studi avevano dimostrato che solitamente il cane gira la testa a sinistra quando usa l’emisfero destro ed a destra quando usa quello sinistro. Hanno quindi fatto ascoltare delle frasi pronunciate da un sintetizzatore vocale così che non tradisse emozioni con il tono di voce ed i cani hanno attivato l’emisfero sinistro, segno che si stavano concentrando sulle parole.

Se invece, la stessa frase, veniva pronunciata da un umano, con un’inflessione linguistica diversa da quella a cui il cane è abituato, allora si attiva la parte destra, segno che il cane si sta concentrando invece sul suono.

Il test ha quindi dimostrato che il nostro cane reagisce alle nostre parole come succede per gli umani sebbene, ovviamente, non sia abbastanza evoluto da capirne ogni singola parole. Parlare con il nostro cane, quindi, non è inutile e riesce a trasmettergli più di quanto avessimo mai pensato.

martedì 23 giugno 2015

Come Avvicinarsi a un Animale Randagio - Specialmente in estate è utile.


Passaggi


Attrai l'attenzione dell'animale. Schioccare la lingua, o parlargli dolcemente può avere il suo effetto. È fondamentale non farlo spaventare.
Pubblicità


Avvicinati all'animale MOLTO lentamente. Fai il possibile per apparire il più piccolo possibile e non minaccioso, se puoi avvicinati quasi di spalle, ma stai sempre all'erta. Non ti inginocchiare, sarebbe un ostacolo nel caso tu debba scappare se l'animale ti attacca. Avvicinati solo fino a 2-3 metri di distanza.

Fai in modo che sia l'animale a venire verso di te quando sei in prossimità. Chiamalo con voce dolce, e cerca di farlo avvicinare. Mostragli la mano, tocca il suolo gentilmente, puoi anche dargli un po' di cibo, possibilmente di lato e non direttamente davanti a lui.

Evita il contatto visivo prolungato. Guarda lateralmente invece di fissarlo direttamente negli occhi. Per i cani questo è un segno di dominio. Lo interpretano come una sfida e come un invito a combattere. Hai mai notato che anche i cani che conosci bene non ti fissano a lungo negli occhi? O quei gatti che si squadrano a lungo prima di una lite. Per loro è un segno di sfida, per questo è meglio evitarlo.

Porgigli la mano in modo da mostrargli il dorso. Questo è meno minaccioso per la maggior parte degli animali, e diminuisce le vostre probabilità di essere morsi alle dita.

Osserva il linguaggio del corpo dell'animale se non si avvicina. Nel caso dei gatti, è meglio lasciare che si avvicinino, loro sono cacciatori, ma abbastanza piccoli per conoscere il pericolo dell'essere predati. Invece se si tratta di un cane, puoi lentamente – molto lentamente – fare PICCOLI passi verso di lui se ti sembra amichevole ma solo timido.

Stai calmo e indietreggia lentamente se un cane ringhia o ti mostra i denti... o un gatto ti soffia. NON scappare.

Rimani fermo se l'animale ti annusa la mano.

Lascia che l'animale finisca la sua ispezione della tua mano e poi lentamente spostala verso la sua spalla. Non accarezzargli la testa perché questo lo spaventa, e può indurlo a mordere. Ricorda che molti animali non amano essere toccati in determinati punti del corpo, quindi procedi sempre con molta calma.

Aspetta che l'animale sia tranquillo per dare un'occhiata alla sua medaglietta. Parlagli a bassa voce e muoviti piano per evitare di spaventarlo. Se l'animale non ha una medaglietta chiama il canile più vicino, o un luogo dove l'animale potrà essere ospitato.
Pubblicità


Consigli

Non mettere mai l'animale in un angolo. Si sentirà intrappolato e non avrà altra scelta se non attaccarti.
Anche se l'animale ha capito che non vuoi fargli del male, questo non vuol dire che un movimento brusco non lo spaventerà. Ricordati di muoverti lentamente.
Il cibo è il modo migliore per guadagnarti la sua fiducia. Comincia a buttargli un pezzettino di cibo a lato, e non direttamente davanti a lui.
Un gatto amichevole si strofinerà sulla tua mano dopo averla annusata per un po'.
Se ti ringhia non preoccuparti e non avere paura; gli animali percepiscono la paura e sanno quando li temi. Poi pensano di essere il capo. Stai tranquillo e rilassato, in genere ha solo paura di te.
Se non puoi entrare in confidenza con l'animale, ma sei preoccupato per la sua sicurezza o per la sua vita, la cosa migliore è chiamare il canile più vicino. Ti potranno dare anche consigli per guadagnare la sua fiducia.
Se l'animale ti attacca, rannicchiati in segno di sottomissione. Molti animali attaccano solo quando si sentono minacciati.
Fai dei suoni dolci per mostrare amicizia.

Fonte: WikiHow

mercoledì 10 giugno 2015

9 ACCORGIMENTI PER CORRERE INSIEME AL TUO CANE.



E' una bella idea già praticata da molti. Oltre a farci bene aiuta a rafforzare la relazione fra l'animale e il padrone. Dobbiamo però preoccuparci della nostra salute e di quella del cane chiedendo, prima al nostro medico, se ci fa bene correre poi, al nostro veterinario, se il nostro cane può farlo insieme a noi senza nuocergli.

Alcune razze di cani che sono più portati a correre. I setter, ad esempio, hanno una predisposizione naturale perchè predisposti alla caccia e quindi anche alla corsa. Quelli con il muso schiacciato invece hanno più difficoltà perchè faticano nella respirazione, facciamo attenzione quindi a non sottoporli a sforzi.

1) La scelta del percorso è fondamentale. Se corriamo sull'asfalto è bene farlo solo quando non si superano i 22 gradi. Teniamo presente che i cani sono più vicini al suolo di noi quindi percepiscono prima il caldo. Comunque è sempre meglio scegliere un sentiero o una strada sterrata, meglio ancora un prato.

2) Riscaldiamoci. Iniziamo prima camminando, poi aumentando il ritmo del passo e poi corrriamo in modo di non far sforzi immediati. Sarebbe buono massaggiare prima le zampe del nostro amico come facesse uno stretching.

3) L'attreazzatura. E' bene utilizzare il guinzaglio a cintura elastico al posto del guinzaglio tradizionale che preme sulla tiroide.

4) La temperatura. Scegliere le giornate meno calde per agevolare la corsa.

5) Lo stile. Corriamo affiancati al nostro cane o un pochino indietro facendo attenzione al suo comportamento. Persone o altri animali potrebbero infastidirlo durante la corsa.

6) Le pause. Il cane non ha il senso della stanchezza, dobbiamo essere noi a riconoscere quando è il momento di fare una sosta; se notiamo una respirazione troppo affannata o una coda abbassata e meglio fermarsi un pò.

7) Cash Out. Quando ci si ferma non farlo mai di colpo ma gradatamente come si è iniziato e, rimassaggiare le gambe del nostro amico come fatto all'inizio della corsa.

8) L'idratazione. Prima di partire facciamo bere il nostro cane e rifacciamolo quando terminiamo la corsa ma con meno acqua.

9) L'incoraggiamento. E' molto importante, non dimentichiamo di fare i complimenti al nostro fido che si è allenato e ci ha fatto una buona compagnia.

lunedì 8 giugno 2015

Obblighi e doveri, "un cane educato ha un padrone educato"



Avere un cane implica una serie di doveri e responsabilità che è molto importante conoscere.  In questo articolo cercherò di fare chiarezza sulle varie leggi, sui doveri e sulle responsabilità. E’ nostro dovere provvedere alla salute del cane, a denunciare e registrare il cane all’apposita anagrafe, alla responsabilità che ricade sui padroni per i danni causati dal comportamento del proprio cane. Molti doveri sono imposti a tutela degli animali stessi, altri per prevenire danni e altri ancora sono la semplice applicazione di doveri di comportamento civico.
Il primo passo è registrare il cane all’anagrafe canina del comune di residenza;  se muore, se lo dai ad un altro, se cambi residenza segnalalo sempre all’anagrafe canina. E’ obbligatorio per legge dotare il cane di microchip di riconoscimento che ti sarà utile anche in caso di smarrimento. Il microchip  va inserito entro e non oltre il secondo mese di vita e viene inserito esclusivamente da un veterinario in ambulatorio. Sottoscrivete anche un’assicurazione per i cane, a volte è già compresa in quella del capofamiglia. Importante per tutelarvi in caso il cane causi danni. Educate il vostro cane in modo che possa vivere bene in un contesto urbano, se hai problemi rivolgiti ad un bravo educatore cinofilo che possa aiutarti.
Troppo spesso capita di camminare per la strada e notare una cacca di cane,   o peggio ancora di camminare in un prato e pestarne una e imprecare!. La legge parla chiaro: "E' fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei alla raccolta delle stesse" . 
Chi non rispetta questo obbligo sarà punito con una multa, il cui importo varia da comune a comune  dai 30 euro e può arrivare fino a 500 euro!  Quindi quando si esce di casa ricordarsi sempre di portarsi dietro gli appositi sacchetti per raccogliere gli escrementi del proprio cane e ricordarsi che si deve raccogliere anche se la fa nell’erba non solo per la strada! Una volta all’area sgambatura del centro cinofilo di Castrocaro si è presentata una persona che voleva iscriversi, non avevo ancora fatto in tempo a spiegare le regole, che mi dice: “ nell’erba non si raccoglie la cacca vero? “ Dopo aver spiegato con la dovuta calma il fatto di quanto sia importante non solo per un senso civico, ma anche per una questione di salute e pulizia raccogliere la cacca, la persona è rimasta comunque basita!  Un’altra volta una signora mi ha chiesto: “ ma la cacca la raccogliete voi vero?” Sì, certo come no!!! Grazie al nostro regolamento interno e al lavoro dei nostri volontari riusciamo a mantenere l’area sgambatura pulita e ordinata, ma che fatica farlo capire nonostante i cartelli e i sacchetti a disposizione.  Per colpa di padroni maleducati a volte le leggi comunali proibiscono l’accesso ai parchi dove ci sono anche bambini. Proprio a Forlì in questo periodo c’è una manifestazione pacifica davanti al parco urbano dove a cadenza settimanale si ritrovano in tanti col proprio cane per protestare sul fatto che i cani non possono entrare. 
Un’altra regola fondamentale è di non lasciare mai il vostro cane libero potrebbe disturbare o spaventare o far male a qualcuno senza volerlo, o qualcuno potrebbe fargli del male , usate sempre il guinzaglio, per legge è obbligatorio nelle aree urbane, nei luoghi aperti al pubblico , fatta eccezione per le apposite aree per cani.  Il guinzaglio non può essere più lungo di un metro e mezzo. Portate con voi sempre la museruola che è obbligatoria per legge e mettela su richiesta delle autorità o dove richiesto sui mezzi pubblici. Naturalmente ci sono delle eccezioni, infatti per i cani addestrati delle Forze dell’ordine, per quelli delle persone diversamente abili e per i cani utilizzati per la conduzione delle greggi  non è obbligatorio il guinzaglio.
Esiste anche la legge contro il maltrattamento degli animali. Per fortuna grazie alla protesta delle varie associazioni nazionali e la raccolta firme sono riusciti a bloccare il decreto legge di questo ultimo governo che prevedeva  la depenalizzazione per i reati contro i maltrattamenti e le uccisioni, quindi questi reati restano perseguibili d’ufficio e ogni forza dell’ordine è obbligata ad intervenire in caso di segnalazione .      Se vi capita che non vogliano intervenire li si può denunciare per omissione di atti di ufficio, quindi non esiste che si rifiutino di intervenire, come a volte sappiamo che accade. Se rifiutano denunciate. La cosa più triste è che nessuno di quei dementi (e mi trattengo coi termini) che maltrattano e uccidono non finiranno mai in galera, purtroppo le pene previste dalle leggi italiane consentono scappatoie a volte troppo facili, però rimane almeno possibile tentare un procedimento penale contro questi pezzi di merda e almeno liscia non la passano. 
In Emilia Romagna la legge sul benessere animale, per esempio , ha proibito l’uso della catena. Segnalate alla guardie zoofile se vedete ancora dei cani tenuti alla catena.
Altre leggi prevedono che i minori, i delinquenti abituali ed i pregiudicati non possano avere un cane di elevata aggressività. Sono vietati l’addestramento dei cani per esaltarne l’aggressività e la sottoposizione dei cani al doping.  

Fonte:Forlì24ore.it

sabato 6 giugno 2015

Salvamento, continua il viaggio de Il Faro. Il prezioso supporto delle Unità Cinofile



La descrizione dell’attività, di chi fa della compagnia del cane, una via che porta alla salvezza della vita umana

Il cuore del salvamento passa anche da lì. Dove sta l’assistente bagnante, che deve intervenire in casi emergenza, insieme ad un fedele amico. Il cane lo è, per molti. E le metodologie di salvamento in acqua, lo adottano in modo appropriato, per permettere al suo conduttore di applicare, nei confronti del pericolante, l’intervento risolutivo. E all’interno dell’esercitazione svolta presso lo stabilimento Hakuna Matata di Ostia Lido, una delle rimostranze importanti, è stata questa.

La Giornata del Nuoto e della Sicurezza Acquatica, promossa dalla Federazione Italiana Nuoto e dal mondo del salvamento, sportivo ed istituzionale, ha adottato tale denominazione, per Evitare un Mare di Guai, in acqua, come anche nella vita di tutti i giorni, quando la vita umana deve essere protetta e salvata. E questo slogan, è stato il più appropriato, in riferimento agli uomini e ai mezzi, che sulla spiaggia di fronte al Centro Federale di Ostia, hanno dimostrato di essere il top esistente.

E’ fondamentale quindi, la formazione, come anche l’impiego delle unità cinofile. I cani possono dare un supporto risolutivo al suo conduttore/assistente bagnante, che in mare, deve accorrere in aiuto del malcapitato: “Facciamo parte del Centro Fin di Unità Cinofile. Da due anni siamo operativi con loro – in questo modo, Marco Milani, Presidente del Centro Unità Cinofila di Salvataggio, con sede a Santa Marinella, nel Lazio, ha introdotto la descrizione dell’attività dell’organizzazione, continuando a spiegare - siamo nati come scuola dei cani di salvataggio e abbiamo una grande attività. Vogliamo diventare un fiore all’occhiello, nelle operazioni di salvamento”.

Seduto al parterre degli ospiti, post esercitazione in mare, il Presidente Milani spiega come viene effettuato l’impiego dei cani e come essi si inseriscono nel programma del salvamento italiano: “Il cane deve essere un supporto per l’assistente bagnante. Il salvataggio lo farà sempre quest’ultimo e ne risponderà sempre in prima persona, tuttavia, il cane rappresenta sicuramente, un supporto valido”. La sua descrizione entra nello specifico e chiarisce come l’aiuto, del prezioso amico dell’uomo, avviene in una situazione di pericolo: “C’è una persona, presa da crampo, in acqua. L’assistente bagnante si tuffa in mare, arriva e si accorge che la corrente, non gli permette di effettuare un primo esercizio di decamprizzazione. Ecco, arriva il cane, allora. In quel frangente, interviene. L’assistente bagnante lo fa appoggiare alla persona e lui, alle spalle di essa, comincia ad effettuare, la decamprizzazione”.

Quanto sia importante l’intervento del cane, è facilmente intuibile : “Questo è l’aiuto che fornisce”.  Il Presidente Milani ci tiene molto a descrivere come questo animale, dalla compagnia piacevole e quotidiana, sia di estremo sostegno a chi in mare, richiede un aiuto improvviso : “E’ il conduttore principale per arrivare a terra e riesce a sfruttare le correnti. Viene ad esso, naturale”. Ma come per l’assistente bagnante, che ha necessità di formarsi, la stessa cosa, avviene per il cane : “Siamo noi che dobbiamo sviluppare tutte queste doti naturali e metterle a profitto, nel discorso del salvataggio”.

All’interno del sistema strutturale della formazione, organizzato dalla Fin, i criteri con cui il cane può partecipare ed intervenire, sono precisi : “Ogni conduttore è il proprietario del cane. Come se fossero padre e figlio. Bisogna avere il brevetto di assistente bagnante, per il conduttore ed uno anche, per il cane e quindi, per l’unità cinofila. Un documento quindi riconosciuto. Dalla Fin oppure dalla Fisa. Questo permette di accedere in spiaggia.

L’ordinanza balneare in questo caso, è comunale e comunica che, si può accedere al lido, soltanto con cani per non vedenti o cani di salvataggio, condotti da un brevettato, in coordinazione con la Capitaneria di Porto – continua a raccontare Marco Milani -  per questo motivo, da una passione, può nascerne  un lavoro”.

La passione per il mare e per la compagnia di un cane, dunque, può salvare una vita umana e la frase ricorrente della giornata del 26 maggio, è stata continuamente questa : la salvaguardia della vita umana. La più alta e nobile nozione, che richiama il meglio di ognuno. E’ per questo che, la Federazione Italiana Nuoto si fa il centro di questa operazione per coinvolgere enti, uomini e strutture che siano perfettamente in grado di finalizzare, questo concetto : “La nostra attività con la Fin è fondamentale, stiamo cercando di sviluppare un settore perfetto. Abbiamo dei progetti molto importanti in embrione, in quanto essa stessa, vuole il meglio a livello internazionale”.

La perfezione parte certamente da chi, poi, in acqua, ha la responsabilità di andare e di provvedere immediatamente a salvare la vita di una persona. In questo caso, tra i tanti professionisti presenti in spiaggia, il Faro on line ha incontrato uno di loro, subito dopo la dimostrazione effettuata ed ancora bagnato di salsedine. Insieme al suo fedele amico, razza terranova : “Mi chiamo Domenico Fralana. Il mio cane, si chiama Ettore. Siamo a disposizione della Protezione Civile ed interveniamo in casi di emergenza. Per preparare i cani in acqua, ci vuole molta dedizione e tanto allenamento. Facciamo una scuola di addestramento, insieme a loro. C’è n’è una specifica, per l’unità cinofila e quel feeling prezioso con il cane che si instaura, nasce nella quotidianità e nella pratica giornaliera”.


Un grande lavoro di squadra, quindi. Una grande amicizia, tra l’uomo ed il cane che porta ad un nobile fine. E la Fin insieme con l’Unità Cinofila Nazionale, lo hanno ben compreso.

Fonte:Il Faro

domenica 31 maggio 2015

Come insegnare al cane a non saltare addosso alle persone


Anche se lo fa per manifestare gioia o per giocare, il cane non deve saltare addosso alle persone. Ecco come fare per impedirgli di apprendere o perseverare con questo comportamento.

È un gesto amichevole, un saluto entusiasta del cane che ci fa sorridere quando è un cucciolo, ma che alla lunga può stancare o mettere in imbarazzo se diventa un’abitudine e viene usato con estranei. In effetti quello di saltare addosso è un comportamento di socializzazione spontaneo del cane, che però non fa molto onore a chi lo subisce.

Lo utilizzano soprattutto i soggetti adulti dal carattere dominante quando vogliono sottomettere l’oggetto delle loro attenzioni “affettuose”o i cuccioli quando vogliono socializzare (foto) e sanno di non avere intorno un capo che li controlli. Diciamo, quindi, che nel cane con questa abitudine è evidente la convinzione di essere un po’ più su nella gerarchia del branco o comunque di potersi permettere certe libertà. Va da sé che indipendentemente dalla dimensione e dai motivi che gli hanno indotto questa convinzione,

il cane non deve saltare addosso alle persone nemmeno quando è contento e vuole solo giocare o manifestare la sua gioia.

Per evitare di avere questo tipo di problema, che ha molto a che fare con l’autorità, basta fare in modo che il proprio cane non apprenda mai questo pessimo comportamento scorretto o che lo perda se l’ha già acquisito. Ecco come fare a seconda dei casi.

Come fare con il cucciolo

Evitate di enfatizzare le sue manifestazioni di gioia soprattutto se vedete che il cane risponde agitandosi ancora di più.
Ignoratelo o allontanatelo ogni volta che queste manifestazioni diventano eccessive.
Quando vi corre incontro per saltarvi addosso scansatevi all’ultimo per non favorirlo o cominciate a correre nella sua direzione come per travolgerlo: gli toglierete modo e spazio per farlo.
Evitate di accarezzarlo o di allungare le mani verso di lui quando ha le zampe anteriori staccate da terra: vi si aggrapperebbe.
Se ha già la tendenza a saltare addosso, cominciate a infastidirlo toccandogli col piede le zampe d’appoggio ogni volta che lo fa.
Siate coerenti e solidali in famiglia: tutte le persone che vivono con voi e con il cane devono avere ben chiaro in mente che non devono in alcun modo incoraggiare il cucciolo a saltare addosso nemmeno per gioco o per salutarlo.

Come fare con il cane adulto

Si procede come per il cucciolo, ma se il cane conosce i comandi “seduto” e “resta” avrete un’arma in più per fargli perdere l’abitudine:

Cercate di intuire quando sta per saltarvi addosso e all’ultimo scansatevi facendogli mancare l’appoggio delle zampe anteriori, dicendogli contemporaneamente “no”.
Se riesce a saltarvi addosso nonostante il tentativo di evitarlo, indietreggiate senza usare le mani in modo che ricada giù e dategli prima il comando “seduto” e quindi il “resta”.
Appena si siede correttamente premiatelo e lodatelo abbondantemente. L’ideale per i primi tempi sarebbe avere dei bocconcini a portata di mano almeno nelle occasioni in cui il comportamento ha più probabilità di manifestarsi come al rientro a casa di uno dei familiari, ad esempio.

           

martedì 19 maggio 2015

Cane aggressivo con persone e altri cani quando lo porto a spasso


Un cane aggressivo con altri cani e con persone quando usciamo in passeggiata è un cane che, molto probabilmente, farà una vita molto meno interessante di un cane ben socializzato che possiamo portare con noi ovunque.

L’aggressività di un cane nei confronti di altri cani o di persone può avere diverse cause scatenanti e, a seconda della causa, dovremo lavorare per correggere questo che potrebbe diventare un grosso problema se lo sottovalutiamo.

La condizione ideale per insegnare ad un cane a non essere aggressivo con persone e altri cani è quella del cane ancora in crescita, un cucciolo che dovremo socializzare il più possibile, facendogli conoscere ed incontrare diverse persone e diversi cani, facendo sempre attenzione a non traumatizzarlo e scegliendo quindi con molta attenzione i soggetti con cui farlo interagire.

Condizione necessaria, e spesso sufficiente, a far si che il nostro cane non sia aggressivo è quella di avere un buon rapporto con lui e di essere riconosciuti da lui come capobranco. Il nostro cane rispetterà per istinto la gerarchia e se noi non saremo aggressivi nei confronti di persone o di cani, nemmeno lui lo sarà.

I cani non sono mai aggressivi inutilmente. Possono essere aggressivi, con persone o con altri cani, per motivi diversi. Teniamo presente che la aggressività interspecifica, ovvero nei confronti di altre specie, ad esempio l’uomo, e la aggressività intraspecifica, ovvero la aggressività nei confronti di altri cani, appartengono a due pulsioni comportamentali totalmente diverse tanto che un cane può essere amabilissimo con le persone ma non sopportare altri cani nelle vicinanze o, al contrario, non avere alcun problema a socializzare con altri cani ma non tollerare gli estranei.

Quando andiamo a spasso con il nostro cane, poi, non dimentichiamo che non necessariamente i proprietari degli altri cani o le persone che incontriamo conoscono il comportamento dei cani e potrebbero anche involontariamente assumere atteggiamenti che il cane percepisce come aggressivi.

Ricordiamolo se abbiamo un cane di grossa taglia e ricordiamo di evitare questi atteggiamenti se abbiamo un cane di piccola taglia che potrebbe scatenare una reazione, corretta dal punto di vista canino, in altri cani.

Lo sguardo diretto negli occhi è. Per il cane, un segnale di sfida: se un altro soggetto, uomo o cane, si avvicina in linea retta di fronte al nostro cane guardandolo diritto negli occhi e il nostro cane mostra sagnali di tensione, cambiamo semplicemente strada o mettiamoci fra il nostro cane e chi lo guarda: se è una persona, potremo dirgli, in modo molto calmo e cortese, di evitare di guardare il cane negli occhi.

Spesso le persone si avvicinano ai cani che non conoscono e cercano di accarezzarli sulla testa. Questo gesto, da parte del cane, viene visto come un chiaro segnale di dominanza: evitiamo di permettere agli sconosciuti di accarezzare il nostro cane sulla testa e spieghiamo che prima devono avvicinarsi tenendo le mani in basso per permettere al nostro cane d'annusarle e di “conoscere” la persona che sta arrivando.

Molto difficilmente un cane si mostra aggressivo nei confronti di persone o altri cani se non esiste un motivo. Nei casi in cui questo succede, è possibile che il nostro cane abbia problemi di qualche genere.

Un cane che ha, ad esempio, una otite non riconosciuta, potrebbe sembrare aggressivo: in realtà reagisce al dolore provocato da una carezza.

Un altro motivo di aggressività, questa volta intraspecifica, è la presenza di una femmina in calore, che causa una sfida gerarchica fra eventuali maschi presenti. In questo caso, se abbiamo un maschio è meglio evitare di avvicinarci e se abbiamo una femmina in calore è meglio scegliere orari abbastanza deserti per portarla a passeggio, proprio per evitare di scatenare aggressività.

Ma il primo e fondamentale modo per evitare che il nostro cane sia aggressivo con altri cani o persone è il nostro ruolo di capobranco rispetto a lui. In natura, infatti, solo i cani Alfa, ovvero il soggetto maschio e il soggetto femmina che guidano la piramide rigidamente gerarchica di un branco di cani scelgono se e quando essere aggressivi: sono i soggetti dominanti non perché più forti, come erroneamente molte persone credono, ma perché più abili e la loro abilità viene rispettata da tutto il branco.

Se il soggetto Alfa decide che un estraneo non è pericoloso e può tranquillamente essere ignorato o avvicinato, nessun cane si sognerebbe di mettere in discussione la sua scelta e comportarsi in modo aggressivo. Un simile comportamento sarebbe visto come una sfida alla leadership del soggetto Alfa, una sfida lanciata nel momento peggiore possibile, ovvero con la presenza di un soggetto ancora non conosciuto.

Il cane “disobbediente”, verrebbe non solo sgridato, ma con grande probabilità verrebbe allontanato dal branco perché pericoloso per la sopravvivenza del branco stesso e, certamente, non in grado di assumere il ruolo di leader.

Dobbiamo quindi educare il nostro cane ed instaurare con un lui un rapporto di reciproca collaborazione, in modo da potergli dire, con un semplice sguardo, con un gesto o con un comando, di stare tranquillo: le persone che vede, pur se estranei, non sono un pericolo.

È importante imparare a riconoscere i segnali che il nostro cane manda: dalla posizione delle orecchie, dalla postura, dal modo di camminare, dalla posizione della coda possiamo capire che cosa gli passa in quel momento per la testa e, se notiamo un atteggiamento di pre-attacco, dobbiamo immediatamente dargli un comando secco, facendolo mettere seduto e fermo accanto a noi.

Non dobbiamo però forzare la mano: se ad esempio il nostro cane, reduce da brutte esperienze passate, aggredisce le persone tenendo la coda bassa, capiamo che questo non è un segno di aggressività ma di paura.

Faremo quindi un percorso di socializzazione, con l’aiuto di un educatore, per eliminare pian piano il problema. Durante il percorso di desensibilizzazione, non forziamolo facendogli subire, al di là dei momenti di rieducazione, la presenza di persone, stressandolo.

Se il nostro cane è timoroso possono essere utili, quando andiamo in passeggiata, i fiori di Bach, che possiamo somministrargli dopo aver preventivamente eliminato l’alcool che è dannosissimo per il nostro cane.

Portiamo quasi ad ebollizione poca acqua, spegniamo e mettiamo subito le gocce: l’alcool, che evapora ad una temperatura inferiore ai 100 gradi, evaporerà, lasciando intatti gli olii essenziali dei fiori.

Ovviamente dovremo lasciar raffreddare prima di somministrare le gocce, e non dobbiamo prepararne preventivamente grosse quantità poiché è proprio l’alcool che fa da conservante e so degraderebbero.

Cane socialSe abbiamo un cucciolo, dobbiamo farlo socializzare il più possibile: facciamogli incontrare e vedere molte cose, persone, ambienti, Abituiamolo alla varietà di persone e cose che poi incontrerà nella sua vita: ne faremo un cane più sicuro di sé.

Alcune persone acquistano un cane di una razza da guardia o da difesa e si aspettano che il cucciolo sia aggressivo nei confronti delle persone, o se non lo è, cercano di fare in modo che lo diventi.

Premesso che è vietato dalla legge incentivare in qualunque modo l’aggressività dei cani, qualunque sia la razza, questo comportamento è sbagliato anche e soprattutto per un cane come un cane da guardia e da difesa poiché si richiede, a questo tipo di cani, una certa capacità di discernere.

Ovviamente non si puà insegnare quello che non è innato in modo da avere prestazioni eccellenti, ma non si può andare contro la natura: e la natura dice che un cucciolo è un cucciolo e che se il suo adulto di riferimento permette ad una persona di avvicinarsi, questo significa che la persona in questione non rappresenta un pericolo.

Forzando il cucciolo, oltre ad andare contro la legge, instaureremo anche un brutto rapporto fra noi e lui, non comportandoci come l’adulto che dobbiamo essere.

Fonte: Cani.it

lunedì 18 maggio 2015

Cane che tira al guinzaglio: la CONDOTTA




Ecco uno dei molti metodi per insegnare al cane a camminare vicino a noi senza tirare al guinzaglio. Buon lavoro!