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martedì 18 agosto 2015

Ancona, denunciato il titolare di un canile La Forestale: ha truffato quattro Comuni


Il titolare di un canile è stato denunciato per truffa aggravata, maltrattamento e abuso di professione.

Gli agenti della Stazione forestale di Senigallia, coordinati dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Ancona Dr. Paolo Gubinelli, nel corso di oltre otto mesi di indagine hanno acquisito documentazione e testimonianze comprovanti gravi reati a carico di un senigalliese titolare di un canile in provincia di Ancona. Gli agenti hanno accertato una truffa da oltre 35.000 euro, percepiti indebitamente dal titolare del canile, a danno di quattro comuni, i quali pagavano rette salate per cani non presenti in canile, poichè affidati in adozione da mesi a privati. Tra i comuni truffati, il comune di Roseto degli Abruzzi risulta aver liquidato fatture gonfiate per oltre 30.000 euro, mentre somme piú contenute sono state indebitamente fatturate ai comuni di Ascoli Piceno, Senigallia e Cerreto d'Esi. Altrettanto gravi sono le accuse mosse a carico del titolare del canile per quanto concerne il benessere degli animali, infatti dalle prove documentali e testimoniali acquisite è emerso che i cani venivano alimentati irregolarmente e lasciati a digiuno soprattutto nei giorni di festa, ed in almeno due casi, cani malati sono morti per non essere stati adeguatamente curati. Ad aggravare ulteriormente la posizione del titolare del canile sono le prove acquisite in merito alla consueta somministrazione di farmaci disposta dal titolare a personale dipendente privo della necessaria qualifica professionale. L'indagato rischia pene fino a cinque anni di reclusione previste per il reato di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, pene che potrebbero essere ulteriormente incrementate nel caso in cui saranno accertate in sede dibattimentale anche le responsabilità per le altre fattispecie contestate.

Fonte: Corriere Adriatico

domenica 2 agosto 2015

Violenze sugli animali, tra follia e mercato del porno



Purtroppo non è un film horror, ma realtà. Si chiama zooerastia, è un fenomeno oscuro e complesso dove il risultato sono abusi su animali che non possono opporsi. Un criminologo, un'attivista per i diritti del cane e un consulente legale ci aiutano a capire


Violenze sugli animali, tra follia e mercato del porno NON SE ne parla volentieri, sia per la scabrosità dell’argomento, sia perché preferiremmo ritenerla una fantasia paradossale: il pastore che per solitudine si accoppia con la pecora suona, oggigiorno, quasi come uno scherzo. Eppure ogni tanto, di prepotenza, certi fatti affiorano dalle cronache, lasciando intendere un fenomeno oscuro e complesso chiamato zooerastia, o in alternativa zoofilia, bestialità. Qui uno dei due soggetti coinvolti, l’animale, non può contare sulla libera scelta, e tali pratiche incorrono in tutte le variabili della parafilia, che, quando mossa da un principio di dominio, può sfociare in abusi su chiunque.
 
Tempo fa una ragazzina disabile di Sassari, affidata con madre e fratello, anch’essi handicappati, a una famiglia, anziché ricevere affetto sarebbe stata costretta a pratiche sessuali con un cane. Più recente, in Sicilia, la morte di una cavalla violentata dal suo stalliere. Gravida, la giumenta fu abusata anche con un bastone. Le ripetute sevizie causarono un'emorragia interna. "E' stata la telecamera di sorveglianza a incastrare il colpevole, il quale un giorno dimenticò di coprirla, com'era solito fare, con il cappello", spiega Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'osservatorio zoomafia della Lav-Lega antivivisezione, che si è costituita parte civile contro l'uomo, rinviato a giudizio presso il Tribunale di Messina.


Autore di uno studio sulla zooerastia, supportato da ampia casistica, Troiano racconta: "Un allevatore
cinofilo di Bolzano fu oggetto di una nostra indagine sfociata in processo perché vendeva film i cui protagonisti si accoppiavano con i cani; per mezzora di sesso con un animale arrivò a offrire a una ventenne - italiana - duemila euro. Del resto, le guardie zoofile Lav hanno scoperto video di sesso con animali regolarmente in vendita nei porno shop, 50 euro l'uno". Le involontarie esibizioni coinvolgono animali di ogni genere. Cani e gatti spesso sedati, al pari di tigri bloccate da museruole e fasce sugli artigli, ma pure anguille, tartarughe, maiali, cammelli, leoni.


"Bisogna distinguere fra zooerastia e fetish o zoosadismo, ammantati questi ultimi di violenza, torture e morte. Molti zooerasti spacciano, forse anche con se stessi, il sesso con gli animali per un atto d'amore, dimenticando come gli oggetti del desiderio siano posti in una situazione di evidente costrizione, che corrisponde a un maltrattamento vietato dalla nostra legge", osserva Troiano, il quale, nel suo dossier comunque annota: "In sede giudiziaria sono state accertate connessioni tra pedofili e zooerasti. Uno dei metodi utilizzati è avvicinare i bambini con la scusa di mostrare immagini di animali, o parlare di cani. Numerosi i video sequestrati nelle indagini sulla pedopornografia che riguardano animali e bambini".

"La zooerastia è assai sottovalutata perché si pensa che colpisca solo gli animali: per noi è già un'ottima ragione per prenderla sul serio, ma invito a riflettere sul suo significato più ampio", dice Piera Rosati, presidente della Lndc-Lega nazionale per la difesa del cane. "Esercitare potere assoluto su chi non può difendersi è infatti un'attitudine comune a diverse azioni giustamente considerate gravissime, vedi gli abusi su bambini e donne. Ma non è azzardato pensare che chi stupra l'animale, forte di una sostanziale impunità, possa fare lo stesso con altri inermi. Sono inoltre allarmanti la facilità di accesso e la quantità dei video porno con animali disponibili sul web. In buona parte provengono dai paesi dell'Est, ma c'è anche materiale nostrano".

Secondo la "mappa mondiale della zoofilia", pubblicata sul sito della Zeta-Zoophile engagement for tolerance and information, ovvero la principale associazione di zooerasti in Germania - che si è opposta strenuamente alle iniziative legislative tedesche volte a proibire bestiality e bordelli con animali - i paesi meno tolleranti sono Inghilterra e Norvegia. La Finlandia permetterebbe le pratiche sessuali ma non la vendita del relativo materiale pornografico; in Brasile, invece, tutto parrebbe consentito. Variabile la situazione negli Stati Uniti: permissivi Nevada e Texas mentre altrove vigerebbero norme più restrittive; mentre in Europa, perlopiù, le leggi a tutela degli animali contrastano con tali pratiche, ma è lecita la commercializzazione dei video.

Fabrizio Catelli, presidente del Partito protezione animali, sta seguendo uno strano caso nel bresciano: a giugno le cronache locali hanno riportato la notizia di una femmina di husky stuprata da ignoti. "Si è fatta confusione sovrapponendo un paio di episodi distinti e riferiti da testimoni poco attendibili. Resta il fatto, però, che in zona si registrano fermenti inquietanti. In un'intervista video che gira su Internet una starlette porno di Brescia enuncia come addestrare un cane ai rapporti sessuali interspecifici, e giusto un anno fa denunciai alla polizia postale un sito dedicato e messo in rete da italiani, su provider straniero".  Al solito, vi si accedeva con estrema facilità, trovandosi in alto nel motore di ricerca sotto la voce animali. "Da Sardegna, Sicilia, ma anche nell'Alta Valchiavenna, ci giungono notizie di pastori che abusano abitualmente di pecore, cani, cavalli, capre".

Nel saggio La frontiera "porno" dei delitti contro gli animali (Cendon libri) Annalisa Gasparre, consulente legale, analizza il caso di una donna condannata dal Tribunale di Milano, sezione distaccata di Rho, in base agli articoli 81 e 544 bis del Codice penale, per il reato di uccisione continuata di animali. Sotto lo pseudonimo di Baldina costei realizzava e vendeva video in cui uccideva uccelli, topolini, insetti, cuccioli di varie specie schiacciandoli con tacchi a spillo. "Alla radice della pratica vi sarebbe  -  come spesso accade  -  il desiderio di dominio e/o di subire il potere: in ciò si coglie la sfumatura del sado-masochismo, che si intreccia con quella propriamente feticistica" scrive la Gasparre, che aggiunge: "Non possiamo sapere se e quanto gli abusi sessuali sugli animali siano in aumento, di certo stanno emergendo dall'oscurità e sarà bene prenderne atto".



Fonte: R.it

mercoledì 29 luglio 2015

Gessate, scoperto allevamento lager di cani: denunciato cacciatore pluricampione



Scoperti a Gessate, in provincia di Milano, 65 cani tenuti in strutture abusive e fatiscenti, cuccioli morti, fattrici con cuccioli tenuti al buio totale senza acqua e cibo

Scoperti a Gessate, in provincia di Milano, 65 cani tenuti in strutture abusive e fatiscenti, cuccioli morti, fattrici con cuccioli tenuti al buio totale senza acqua e cibo. La notizia è giunta dal portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, che rende pubblica la scoperta del lager di proprietà di un cacciatore pluricampione del mondo di razza. I cani sono stati portati in salvo.

Il 65enne, proprietario del lager, è stato denunciato per maltrattamento animale, somministrazione di farmaci scaduti, esercizio abusivo di professione, abuso edilizio, resistenza a pubblico ufficiale. I cani sono stati prelevati nel corso di tutta la notte del 27 luglio e trasportati in una struttura idonea, in attesa delle direttive da parte del magistrato.


«Un ringraziamento dovuto va all'arma dei carabinieri - scrive Bernini - che non solo ogni giorno si occupa della sicurezza dei cittadini, ma sempre più spesso viene da noi interpellata e, in qualità di Autorità di Pg super partes, si presta con impegno e responsabilità in controlli che dovrebbero spettare ad altri corpi preposti. Non a caso, gli interventi con i carabinieri portano sempre ad esiti positivi, a differenza di controlli eseguiti da differenti autorità».

Fonte: QN

domenica 26 luglio 2015

A Piasco sequestro di un cane tenuto in condizioni pessime: era sofferente e denutrito



Ora l'animale sarà ricoverato in una struttura. Sempre di più le segnalazioni che giungono al volontari dell'Anpana. A settembre partirà un corso per diverntare guardia ecozoofila

L'estate incombe e i maltrattamenti aumentano, molti cani vengono tenuti in condizioni impossibili, legati corti sotto il sole e senza acqua. "Queste sono spesso le segnalazioni che ci vengono fatte - afferma il Comandante Provinciale delle Guardie ANPANA Rossano Maria. - Molti casi sono stati fortunatamente risolti con il buon senso dei proprietari, ma in altri purtroppo siamo costretti a intervenire drasticamente".

Questo è quanto è accaduto a Piasco, in un cascinale dove ci sono 7 cani, di cui uno legato a catena e privo di un idoneo ricovero. "E' in condizioni di salute pessime, il cane di soli due anni è letteralmente pelle e ossa, nonostante il pelo lungo e bianco. Il suo stato di magrezza è visibile anche da lontano", spiega.

Così le Guardie Ecozoofile ANPANA intervengono ed eseguono un sequestro penale, convalidato dalla Procura di Cuneo, che ha disposto che il cane venga curato presso apposita struttura. L'intervento ha visto anche la collaborazione della Polizia Locale, che conosceva bene il caso; gli altri cani non sono ancora in condizioni da sequestro, ma se non si interviene per fornire loro la giusta alimentazione e le cure mediche, si potrebbe arrivare al sequestro anche di questi.


L' ANPANA afferma che sono moltissime le segnalazioni giunte, i cittadini sono sempre più sensibili a queste tematiche, di fatto tutti si chiedono del perché prendere un animale e poi infliggergli simili maltrattamenti. "Spesso ci poniamo anche noi questa domanda" - conclude Rossano dell'ANPANA. Noi vigileremo e interverremo in ogni caso possibile, presto speriamo di aumentare l'organico delle nostre Guardie Volontarie, stiamo raccogliendo le iscrizioni per un nuovo corso che partirà a settembre, in modo da essere sempre più presenti e aiutare tanti animali in difficoltà.

Fonte: TargatoCN

FIRENZE: 50 CANI SEQUESTRATI DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO. VIAGGIAVANO IN PESSIME CONDIZIONI (VIDEO)

Il furgone con i cani a bordo bloccato dalla Forestale

Una cinquantina di cani trasportati in pessime condizioni sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato insieme al veicolo su cui viaggiavano nei pressi di Firenze. Denunciata inoltre la titolare di una Onlus, conosciuta come «staffettista» che nel gergo del settore indica chi si occupa di trasportare gli animali.

Gli agenti del Comando provinciale di Firenze del Corpo forestale dello Stato hanno fermato un veicolo che recava la scritta trasporto animali vivi, in uscita da un canile. All’apertura del portellone posteriore, hanno visto una trentina di cuccioli di 2-3 mesi e una ventina di esemplari adulti tra pastori maremmani, beagle, pitbull, volpini e meticci, stipati in gabbie impilate fino al tetto del veicolo. Il carico, proveniente dalla Sicilia, era diretto a canili di Bologna e Milano. Gli animali erano rinchiusi stretti nelle gabbie ed avevano difficoltà di movimento. I cani saranno ora affidati in custodia ad un canile-rifugio autorizzato di Bologna. In corso le indagini per valutare la sussistenza di eventuali ulteriori reati.



                         

Fonte: FirenzePost

martedì 21 luglio 2015

Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli




Gli animali soffrono il caldo più di noi: un vademecum per proteggerli I nostri amici a quattro zampe si trovano in difficoltà durante l'ondata di afa. Non sudano e hanno bisogno di acqua, ombra e luoghi ventilati

Caronte, Minosse, Scipione, Caligola. Le varie ondate di caldo hanno assunto, negli ultimi anni, nomi diversi, rigorosamente legati alla mitologia greco-romana. Per i nostri amici a quattro zampe, il caldo eccessivo non ha soprannomi variabili, è esclusivamente un disagio. Soprattutto se associato all'umidità. In questi casi può essere molto pericoloso. “Per cani e gatti le elevate temperature sono un problema. Non sudano e aprono la bocca per espellere il calore”, spiega Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa (Ente nazionale protezione animali). Disagi anche per gli animali da allevamento, lo sostiene Coldiretti che ha lanciato l'allarme: “È stress da caldo per le galline nei pollai e per le mucche che hanno prodotto 50 milioni di litri di latte in meno nei primi 15 giorni di luglio”. A patire l'afa sono anche gli animali selvatici. Tra i domestici, i più predisposti al colpo da sole – come segnala l'opuscolo del ministero della Salute – sono i cuccioli, le razze brachicefale (bulldog, gatti persiani), gli animali anziani, obesi e quelli affetti da malattie cardiocircolatorie e respiratorie. Tra i rischi alla salute, oltre a colpi di sole e di calore, ci sono anche le infezioni da parassiti. È necessario seguire alcuni semplici consigli per prevenirli.

ACQUA E OMBRA PER I DOMESTICI -  Andrea Brutti, tecnico esperto dell'Enpa, ha stilato un vademecum. “Per i cani – sottolinea – è importante evitare le uscite nelle ore più calde, preferire la mattina presto o il tardo pomeriggio. In casa, offrire loro un luogo ombreggiato e ventilato. Poi, dare acqua fresca e cibo idoneo e leggero, meglio dividere il pasto in tre o quattro piccole razioni”. E il gatto? “Si autoregola ma deve avere a disposizione acqua fresca. Nel caso uscisse di casa, sarà lui a cercare riparo autonomamente”. Agli animali sensibili a scottature solari applicare crema solare ad alta protezione. “E – prosegue l'Enpa – consigliamo, nel caso vadano in ipertermia, di abbassare la loro temperatura con acqua e ghiaccio secco”.

LASCIARE UN CANE CHIUSO IN AUTO È REATO - Un particolare non è da trascurare: “I cani – precisa Brutti dell'Enpa – non devono mai essere lasciati in automobili ferme d'estate, neanche con il finestrino aperto o semi aperto. In auto, la temperatura sale molto velocemente. A finestrino chiuso è reato”. Come ricordato dalla Cassazione può far scattare la condanna di abbandono (art.727 secondo comma del codice penale). “In questa stagione, i cani possono sentirsi male anche con i finestrini abbassati e all'ombra, perché in una vettura manca un'adeguata ventilazione”. Cosa può fare un cittadino di fronte a un'emergenza? “Allerti subito le forze dell'ordine. Ci sono casi di persone che hanno rotto i finestrini per salvare un animale. Il nostro ufficio legale aiuta e assiste coloro che si oppongono a maltrattamenti (art.544 ter del codice penale)”

UNA CIOTOLA PER RANDAGI E SELVATICI -  “Noi – spiega Brutti – invitiamo tutti, commercianti e baristi, soprattutto nei luoghi dove il randagismo è una vera piaga, nel regioni del Sud, a mettere una ciotolina di acqua fresca fuori dagli esercizi. Continuiamo a ricevere segnalazioni di cani abbandonati e maltrattati”. Le cause? “C'è in primis una responsabilità istituzionale. Esiste una legge che dovrebbe essere fatta applicare. Questo atteggiamento ha creato una sub-cultura, che porta a considerare gli animali esseri viventi inferiori”. Pure i selvatici soffrono il caldo. Il cibo non manca, ma l'acqua scarseggia. “Chi ha giardini metta acqua nei sottovasi, cambiandola spesso per evitare le zanzare. È utile, oltre che per i volatili, anche per i ricci”. Gli animali selvatici non sono pericolosi. “Spesso, sbagliando, si ha paura dei pipistrelli, utilissimi nella lotta alle zanzare”.

Fonte: Tiscali Cronaca

giovedì 16 luglio 2015

Bari, tre cuccioli di cane chiusi in un secchio e lanciati in una villa: se ne salva solo uno

L'unico cucciolo salvato

La scoperta fatta dal padrone di casa: "Non è la prima volta, lo fanno perchè sanno che sono un volontario animalista". Il meticcio è rimasta in vita perchè è rimasto bloccato nell'intercapedine del cancello  

Tragico caso di maltrattamento di animali a Bisceglie. Sono morti due dei tre cuccioli di cane che ieri erano stati lanciati oltre il muro di recinzione di una villa  all’interno di un secchio di vernice rossa: gli animali sono morti a causa del forte urto, mentre il terzo, caduto dal secchio al momento del lancio, aveva terminato la sua corsa in un’ intercapedine del cancello di ingresso, salvandosi. 

A fare la tragica scoperta era stato Francesco Menduni, proprietario della villa e, volontario dell’associazione tranese Laika: inutili erano stati i soccorsi dell’uomo per due dei tre cuccioli.  “Sono arrivato sul posto quando tutto non c'era più niente da fare  - la ricostruzione di Menduni - per salvare il terzo cucciolo, mi sono dovuto fare aiutare da un’altra persona. Purtroppo non è la prima volta che assisto a episodi del genere”.

In città, prosegue Menduni, “in tanti sanno che ho una grande sensibilità per i cani randagi, così pensano di lanciare oltre la recinzione della mia villa intere cucciolate”. Stando alle prime ipotesi, le tracce di vernice presenti sulla pelle degli animali lascerebbero pensare che i cani fossero appartenenti a cucciolate nate in una bottega o in una carrozzeria. Adesso i volontari dell’associazione Laika hanno il compito di trovare una casa per il cucciolo superstite.



Fonte :Repubblica.it di Bari 

martedì 14 luglio 2015

Ammazza i tre cani dell’affittuario moroso


CORDIGNANO La coppia a cui aveva dato in affitto il suo appartamento non pagava oramai il canone da alcuni mesi: avevano perso il lavoro. Per vendetta ha pensato bene di avvelenare i loro tre cani. La protagonista di questa vicenda è Anna Castellano, classe 1956, di Salerno, finita a processo, con l’accusa di aver avvelenato Tommy, un pitbull di 4 anni, Puppy e Bubu, due meticci di due e un anno, per vendicarsi dei ritardi nel pagamento del canone. La donna è stata condannata a sei mesi di reclusione, pena sospesa, la quantificazione dei danni verrà stabilita in sede civile, 4.650 euro da versare per le spese di costituzione di parte civile.
Ma soprattutto il giudice ha stabilito l'invio degli atti al pubblico ministero per perseguire tre testimoni della difesa che, sotto giuramento, avrebbero raccontato il falso per scagionare l'imputata. La denuncia depositata ai carabinieri dalla coppia proprietaria dei tre cani (che ha deciso di costituirsi parte civile, rappresentata dall’avvocato Giovanni Maccarrone) risale al 2008. Un dolore, quello della perdita dei tre animali, ancora molto sentito dalle parti offese: quando il giudice Leonardo Bianco ha pronunciato la sentenza, ieri in aula, la donna si è lasciata andare in un pianto liberatorio. Secondo la denuncia penale presentata ai carabinieri la donna quel 22 dicembre era stata vista lanciare qualcosa nel loro giardino. Pochi minuti dopo, la coppia aveva visto Tommy, Puppy e Bubu contorcersi a causa dei dolori lancinanti provocati dal veleno. La corsa dal veterinario era stata inutile: erano morti tutti e tre.
L’autopsia aveva poi confermato che la causa della morte era stata un avvelenamento. Immediata la denuncia ai carabinieri: ieri, in tribunale a Treviso, è andato in scena il processo che vede la donna unica imputata per la morte dei tre cani. Anche ieri in aula la difesa ha ribadito che quel 22 dicembre del 2008, data dell’avvelenamento, la donna sarebbe stata in Campania, ospite da alcuni parenti. La coppia proprietaria dei cani sostiene invece che i rapporti con la padrona di casa si fossero deteriorati a causa dei ritardi nel pagamento dell’affitto.
È stato chiamato a testimoniare anche un amico dell’imputata che, al giudice, ha ribadito che quel giorno la donna si trovava in Campania. Una testimonianza che il giudice però non ha ritenuto attendibile, stabilendo la condanna per la donna oltre al risarcimento dei danni.

Fonte:La Tribuna Treviso

giovedì 9 luglio 2015

Dopo l’orrore degli abusi, il cane Caitlyn ha trovato una famiglia



Caitlyn ha trovato una famiglia. Un mese fa nessuno avrebbe scommesso su un lieto fine del genere pensando alla condizione in cui era stato trovato: un uomo gli aveva chiuso il muso con un nastro adesivo così stretto da bloccargli il flusso sanguigno mettendo a serie rischio la sua lingua.

Una crudeltà che ora questa cucciola può mettersi definitivamente alle spalle. Dopo essere stata curata e salvata, ora Caitlyn può iniziare una nuova vita entrando a far parte di una famiglia che ha deciso di aprirle le porte.



Questa cagnolina ha infatti trovato una famiglia affidataria e, in essa, un amico speciale, un bambino a cui si è subito legata così come mostra una foto pubblicata sul profilo Facebook della Charleston Animal Society: i due condividono lo stesso letto e lei si corica vicino al suo nuovo amichetto e lo “abbraccia”. 

Un grosso passo avanti nella speranza che dall’affido si possa passare all’adozione e le premesse sono già ottime.  

Fonte.La Stampa

martedì 7 luglio 2015

Husky seviziato, c'è l'ombra di un «maniaco seriale»



Un altro esemplare è sparito a San Polo tra sabato e domenica ed è stato ritrovato a vagare malconcio in un parco vicino

L'ombra di un seviziatore di cani «seriale» si allunga su San Polo. A poche ore dall'aberrante episodio di una violenza a sfondo sessuale inflitta ad un husky portata alla luce dai volontari dell'Atar, emerge un altro caso. Le analogie sono inquietanti: il cane sequestrato, abusato e poi lasciato libero in condizioni pietose. Se per l'esemplare femmina di husky la violenza è stata accertata dalla visita di un veterinario che ha dovuto sottoporre l'animale a un intervento chirurgico, nel secondo caso il medico ha diagnosticato la sevizia, ma non sono stati ancora effettuati esami più approfonditi per stabilirne la natura.Sullo sfondo resta l'indignazione di Davide, che abita a San Polo con la famiglia e due cani malamute husky, «quelli che vengono usati per trainare le slitte sulla neve - spiega con dovizia di particolari il padrone -: stanno dietro agli husky perchè hanno meno senso dell'orientamento, ma sono grossi e robusti».I cani di Davide - un maschio e una femmina, fratelli - quando non scorazzano in giardino stanno in un luogo chiuso da una porta in legno con catenacci e lucchetto, due finestre alte. «Come se lo sono portato via? Non riesco ancora a capirlo - ammette Davide -. Hanno tentato di forzare la porta, poi hanno sfondato la finestra dall'esterno e... sta di fatto che il cane femmina non c'era più. È un animale che pesa più di trenta chili: di sicuro ad agire non è stata una persona sola».IL MALAMUTE husky è sparito nella notte tra sabato e domenica. I proprietari hanno fatto denuncia di furto in Questura e segnalato il caso al canile di via Girelli. Lunedì il cane viene visto da alcuni amici della coppia mentre, malconcio e sanguinante, si aggira nel parco vicino casa. «L'abbiamo immediatamente portato dal veterinario - dice Davide -. Aveva lesioni importanti a livello anale, ancora oggi sta sanguinando. Se non smette, dovremo riportarla dal veterinario e approfondire esattamente cosa è accaduto». Intanto, mentre cresce la condanna e il disgusto per questi episodi che, evidentemente, non sono così isolati come si potrebbe pensare, qualcuno pensa anche di mettere una «taglia» sui violentatori di cani. «Quanto accaduto a San Polo non è il primo caso in cui si parla di zooerastia - è la denuncia del Partito protezione animali -: ci auguriamo che le autorità possano reperire elementi utili ad identificare gli autori dei reati». «Sono scioccato - aggiunge il presidente del Ppa, Fabrizio Catelli -: per questo ho deciso di mettere a disposizione personalmente un'ingente somma di denaro a chi saprà fornire i nomi degli autori di questa violenza».AMAREZZA ma poco stupore nelle parole di Lorenzo Croce, presidente nazionale dell'Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente. «Ancora una volta? - è il triste commento -. Proprio due settimane fa, in provincia di Milano, è accaduta un'analoga vicenda. Sul caso specifico, posso solo dire che fino a quando in Italia il sesso con animali resterà non punibile per legge, se non come maltrattamento, non cambierà molto. Noi riteniamo che la zooerastia debba essere elevata a reato penale grave, e proprio oggi inizierà la nostra campagna contro tale fenomeno».«Sul caso specifico - continua Croce - valuteremo eventuali azioni da intraprendere, costituendoci anche come parte civile per una denuncia. Purtroppo il fenomeno è molto diffuso: su internet si trova di tutto, compresi i casting per porno attori con animali». Risale infatti ad alcuni giorni fa la denuncia da parte di Aidaa alla polizia postale di Milano contro Andrea Dipré e la pornostar Moana Conti per  maltrattamento di animali».

Fonte: Bresciaoggi.it

giovedì 2 luglio 2015

Cane lanciato giù dal bus: è caccia al padrone senza cuore



I fatti accaduti in un quartiere della periferia sud di Roma

Inizia l’estate e con essa i primi gesti incivili di abbandono dei cani. Ieri alla Borghesiana, quartiere di periferia sulla Casilina la scena avviene su un bus. Alle cinque e mezza del pomeriggio il bus ferma su un tratto rettilineo di strada, ma dalla porta non escono persone ma un cane.

Buttato fuori così, senza pietà. La scena viene vista da una serie di testimoni, tra cui una donna che vede il piccolo animare rimasto solo in strada. E’ un meticcio di media taglia, lo raccoglie lo salva e poi denuncia tutto alla associazione Earth. Gli animalisti inviano sul posto una loro guardia zoofila volontaria che constata le condizioni dell’animale, successivamente  controllato da un medico.


L’animale sta bene, ma ora si pone il problema di a chi affidarlo. Intanto dall’associazione denunciano l’accaduto e chiedono ai cittadini di Borghesiana di fare ogni sforzo per cercare il responsabile di questo orribile gesto, definito “disgustoso ” e pieno di “vigliaccheria”.

mercoledì 1 luglio 2015

Ammazza quattro cani a bastonate, denunciato dai Carabinieri



I lamenti disperati di alcuni cani hanno richiamato l’attenzione di qualche cittadino che ha immediatamente avvisato i Carabinieri. Ma ieri mattina, quando la pattuglia è giunta sul posto, riversi a terra, in una pozza di sangue, c’erano quattro cuccioli di razza. Lì vicino un uomo di circa ottanta anni, ancora con il bastone in mano. I militari, di fronte a quella scena straziante, si sono accorti che forse uno di quei piccoli animali poteva essere ancora vivo, pertanto hanno immediatamente interessato il servizio veterinario dell’ASL che ha sottoposto il cucciolo agonizzante alle prime cure. Nel frattempo l’uomo è stato denunciato per uccisione di animali.

COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI

Fonte: Salerno Notizie

venerdì 26 giugno 2015

L'orribile vicenda del cane legato e poi bruciato vivo.



La polizia ha scoperto e arrestato l'autore. All'orrore si unisce lo sconcerto. E' stato il proprietario

La polizia di Virginia beach (USA) ha scoperto e arrestato l'autore dell'orrendo delitto del cane-pit bull, che il 29 maggio era stato dato alle fiamme ancora vivo.Si chiama Arthur M Vieira di 26 anni ed era il proprietario del cane. Lo riferisce il wavy.com

Il 29 maggio scorso Intorno alle 13:45 agenti di polizia del controllo animali di Virginia Beach,furono spediti nei pressi dell''isolato Boulevard 1200 ,perchè i vigili del fuoco.che erano lì intervenuti per domare l'incendio di una boscaglia, avevano trovato un animale carbonizzato.Gli accertamenti della polizia indicarono che si trattava di un cane femmina di razza pit bull e che le zampe anteriori e posteriori erano legati insieme e che il cane era stato intenzionalmente dato alle fiamme.L'autopsia e la relazione del veterinario,
stabilirono inoltre che il cane era vivo quando gli fù dato fuoco.
L'orrendo delitto suscitò sdegno e rabbia presso l'opinione pubblica,chi aveva potuto commettere questa crudeltà. Un'associazione, la PETA  offrì una ricompensa di 5.000 dollari per informazioni che potessero condurre all'arresto del responsabile della tortura e della morte del cane.

Pochi giorni dopo il fatto, la polizia diffuse una foto del cane di quando era in vita (quella che abbiamo pubblicato),dicendo che la foto risaliva alle fine del 2013,inizio 2014.Gli investigatori non rilasciarono informazione su come fossero risaliti alla identificazione del cane,ma aggiunsero di avvertirli se qualcuno avesse informazioni.Era un segno che si era già su una pista concreta per individuare il criminale che si era macchiato di questo infame delitto.



E' ieri a meno di un mese dal delitto.la polizia ha comunicato di avere messo le manette ai polsi al presunto autore.Si tratta di Arthur M Vieira di 26 anni e cosa molto dolorosa e veramente sconcertante,risulta essere il proprietario del povero pit bull. Al momento gli inquirenti non hanno rilasciato ulteriori dettagli circa l'operazione.hanno trasferito l'uomo in carcere e nessuna cauzione è stata fissata,l'uomo al momento deve rimanere in carcere perchè vi sono ulteriori indagini in corso.Contiamo di aggiornarvi sugli sviluppi delle indagini.

Fonte: Lancionews

martedì 23 giugno 2015

Yulin – Torturare il cane per convincere gli animalisti a comprarlo




Iniziano a calare i riflettori sul Festival di Yulin dove migliaia di cani (ma anche gatti ed altri animali) hanno perso la vita per la nota usanza alimentare criticata ormai in tutto il mondo.

Il numero esatto degli animali uccisi, forse, non si saprà mai. Secondo Animal Welfare Project, una ONG con sede in California ed in Cina, il numero potrebbe essere di 40.000. Animali che secondo una indagine della Humane Society International, si sarebbero iniziati ad uccidere già dalla seconda metà di maggio.

Mai come quest’anno, però, la grande città prefettura cinese, nella regione dello Guangxi Zhuang, ha visto al presenza di giornalisti stranieri. Le foto dei cani ammassati nelle piccole gabbie, e poi uccisi e bruciati per togliere il pelo, sono arrivate in ogni angolo del mondo. Un fenomeno in crescità è però costituito dall’impegno degli animalisti cinesi che, rispetto all’edizione dello scorso anno, sono sempre di più  affluiti per le strade di Yulin.

L’aspetto che andrebbe segnalato è probabilmente costituito dall’acquisto dei cani al fine di poterli salvare dal macello. Serve veramente ad arginare il fenomeno? Secondo alcune ONG si tratta comunque di un intervento benemerito, come quello della signora  Du Yufeng, foundatrice del Boai Animal Protection Centre. E’ arrivata a Yulin dalla provincia del Sichuan con 6000 yuan per aiutare i cani. Purtroppo è stata derubata proprio nel mercato pieno di cani pronti per il macello. Le stesse ONG avvertono comuque che la strada per arrivare alla chiusura del mercato è un’altra. Occorre fare pressione sulle autorità e porre finalmente sotto la lente della legalità quanto avviene nella città. I cani, molto probabilmente, sono rubati o prelevati dalla strada. Nessuna garanzia sanitaria, specie per il potenziale veicolo della rabbia, in un paese dove gli allevamenti di cani sono ormai molto pochi e di certo non in grado di rifornire il mercato di Yulin dove, peraltro, il consumo di carne di cane non è limitato solo al noto Festival.

In Cina, probabilmente, ad   aumentare sono gli allevamenti di cani da compagnia e si sbaglia a giudicare Yulin come un città di barbari. Si tratta di una grande e moderna città dove, probabilmente, il mercato tanto criticato viene visto con fastidio da buona parte della popolazione.  Una pubblicità negativa alla quale, in questa edizione, si è abbinato un diffuso sentimento anti occidentale.

Bene, dunque, che l’animalismo sia rappresentato da un fenomeno locale.

Deve comunque far riflettere quanto diffuso da Compassion for China’s Animal, una delle associazioni più attive. I venditori, infatti, avrebbero messo in pratica tecniche “appropriate” pur di vendere a buon prezzo i cani agli animalisti. Così come reso noto dalla ONG, pur di convincere gli animalisti ad acquistare, i venditori colpiscono i cani dopo averli legati (vedi foto). I latrati dei poveri animali convincono subito ad acquistarli.

Yulin, probabilmente, è anche la riproposizione cinese di un problema comune in molti paesi. Non riuscire, cioè, a controllare un fenomeno che è fuori dalla legalità e per il quale è meglio non parlare. Quest’anno le cose sono andate in maniera molto diversa.


Fonte:GeaPress

lunedì 15 giugno 2015

AGGIORNAMENTO CAITLYN - IL CANE CON MUSO NASTRATO


‪‎Caitlyn‬ aggiornamento 14/06/2015 oggi questa cucciola stava godendo l'aria condizionata nel suo canile a cura di specialità veterinarie -  Il muso è in via di guarigione, ma è ancora difficile da guardare. Con temperature che raggiungono le cifre alte qui a Charleston speriamo che tutti gli animali domestici sono forti all'interno! ‪

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Fonte: Charleston Animal Society

lunedì 8 giugno 2015

PICCHIA A MORTE UN CANE E POSTA IL VIDEO SU FB

IL SOCIAL NON LO RIMUOVE: "NON VIOLA LE REGOLE"

Picchia a morte un cucciolo malato e condivide il video su Facebook, ma il social si rifiuta di rimuoverlo dopo le segnalazioni perchè ritiene che il contenuto non viola nessuna regola. 

 
Il filmato è stato condiviso 70 mila volte dagli utenti indignati dal fatto che il contenuto non fosse stato rimosso dopo le numerose segnalazioni.
Il video choc mostra una ragazza che lega, dà fuoco e poi picchia fino alla morte un cagnolino malato. Immagini cruente e decisamente fastidiose che gli utenti del social hanno prontamente segnalato.
 
Facebook, come riporta il Mirror, ha però risposto che le immagini non violavano le regole della community e si è aperto un vero e proprio caso. Il social network, a pochi giorni dalle polemiche sulla mancata rimozione di un video che mostrava un bambino lanciato ripetutamente in un secchio d'acqua, è finito ancota una volta nel vortice delle polemiche.
 
Adesso il video è stato rimosso ma la polemica sulle regole della community persiste sul social dove molti utenti discutono sul fatto che Facebook ritenga offensivo il seno nudo di una madre che allatta e non scene di violenza nei confronti di animali o, ancor peggio, di bambini.

Fonte: Leggo

venerdì 5 giugno 2015

Caitlyn, cane con il muso nastrato, Fatta la Chirurgia e prevede di fare un recupero completo



Caitlyn, il cane randagio trovato a North Charleston, South Carolina, con il muso chiuso dal nastro adesivo , sta finalmente avendo una buona settimana. Lunedi ', la polizia ha arrestato il presunto abusatore William Leonard Dodson per le accuse di crudeltà verso gli animali, e Caitlyn è ora dovrebbe fare un pieno recupero, l'Associated Press relazioni . Il 15 mesi cioccolato Staffordshire è andato per la chirurgia veterinaria Specialty Care a Mount Pleasant  Martedì. L'operazione di ricostruire la sua gravemente danneggiato labbra, guance e la lingua ha richiesto più tempo del previsto, ma è stato un successo globale, i suoi chirurghi dicono. Dopo avere ottenuto un buon successo Caitlyn attraverso un intervento chirurgico, i medici sono ottimisti che il cane si riprenderà dal tragico incidente con solo una minima perdita della funzione lingua.




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Fonte:People

mercoledì 3 giugno 2015

Un cane morto in balcone Denunciato il proprietario



A segnalare l'abbandono degli animali erano stati i vicini di casa. E' intervenuto, per verificare le condizioni deegli animali, anche il partito Animalista Europeo con il segretario Enrico Rizzi.


ERICE (TRAPANI) - La polizia municipale ha denunciato il proprietario di due cani che sarebbero stati abbandonati nel balcone di casa sua a Erice (Tp). Uno di loro, un pitbull, è stato trovato morto, in cattive condizioni un bastardino. A segnalare l'abbandono degli animali erano stati i vicini di casa. E' intervenuto, per verificare le condizioni degli animali, anche il partito Animalista Europeo con il segretario Enrico Rizzi.

Fonte: LiveSicilia

martedì 2 giugno 2015

Scaraventa un cucciolo nel vagone della Metro e fugge ma la gente...


CHI MI ADOTTA'

Ha scelto l'ora di punta. Quando i vagoni della Metro di Roma sono pieni come uova. E' stato un attimo: la gente stipata all'interno di una carrozza della linea che porta all'Anagnina vede letteralmente volare davanti ai propri occhi un batuffolo di peli neri e un uomo correre via. E mischiarsi tra la folla. Un istante dopo le porte si chiudono. E la metropolitana parte.
Dentro, scaraventato come una povera cosa, c'era il piccino della foto. Disperato. Un'altra vittima dell'ennesimo crudele modo scelto per sbarazzarsi senza pietà di un cane. Inutile sperare che la telecamera avesse ripreso la scena: a quell'ora c'era l'inferno.
Per fortuna tra la gente è scattata una gara per salvare il cucciolo che adesso è ospite di un rifugio. E cerca casa e amore.
Il cagnolino ha circa 10 mesi. Resterà la taglia piccola che vedete. Maschio, dolcissimo. Bravo con tutti: cani e gatti. Sano e vaccinato. E' a Roma ma per una buona adozione può viaggiare.
Per adottare il piccolo chiamate o wuzzappate
il 3388617828


Fonte: Il Mattino

lunedì 1 giugno 2015

Netturbino butta il cane malato nel compattatore: le foto scandalo


Presidente Figuiredo (Brasile) – Il suo nome è Jadson James Franca, ha 35 anni ed è – o meglio, era – un netturbino qualunque che eseguiva i suoi compiti quotidiani in una località a nord del Brasile. Il passato è d’obbligo perchè l’ex netturbino ha interrotto improvvisamente la sua routine per compiere un gesto choc, immortalato in fotografie che hanno fatto il giro del web, suscitando rabbia e sdegno.

ATTO DI PIETA’. Sul ciglio della strada poco lontano dal luogo dove il netturbino 35enne stava svuotando i bidoni dell’immondizia nel suo compattatore c’era un povero cagnolino malato. Il randagio, incapace di muovere le zampe posteriori perchè fratturate, è diventato subito l’oggetto dell’interesse malato di Jadson James Franca che, in preda ad un moto incontrollabile di “pietà” – così ha giustificato il netturbino il suo sadico gesto – ha dapprima legato la povera bestiola ad una catena.

L’uomo ha così trascinato il cane lungo la strada sino al compattatore; qui il netturbino ha compiuto la sua personale “eutanasia”, lanciando il cane innocente nel compattatore. Brevi istanti di follia, che sono stati immortalati e postati in rete, dove si è sollevato un polverone di rabbia contro il netturbino killer. La prima a gridare allo scandalo è stata la nota presentatrice brasiliana Xuxa, che ha espresso tutto il suo dolore per una fine assolutamente violenta ed ingiustificata, invitando le autorità brasiliane a perseguire questo folle omicida di cani.

La ditta presso la quale il 35enne lavorava non è rimasta a guardare: immediato è scattato il provvedimento di licenziamento nei confronti del netturbino assassino, che probabilmente sarà anche indagato e perseguito per crudeltà nei confronti di un animale. Un atto di pseudo pietà non richiesto dal diretto interessato che costerà caro a Jadson James Franca, l’uomo qualunque che ha deciso della vita e della morte di una povera ed indifesa creatura.

Fonte: VNEWS24